ROCK & AVIATION #1 – THE DAY THE MUSIC DIED E ALTRE STORIE

Anche il rock ha pagato il suo pedaggio alla statistiche degli incidenti aerei. Il più tragico fu certamente quello accaduto nel 1959 in Iowa, quando un Beech Bonanza B35 precipitò poco dopo il decollo dall’aeroporto di Mason City. A bordo del piccolo monomotore con impennaggi a farfalla, oltre al giovane pilota Roger Peterson, si trovavano tre dei maggiori protagonisti del rock’n’roll: Ritchie Valens (chi non ha mai cominciato a muoversi al ritmo de La bamba?), Buddy Holly e J.P. “The big bopper” Richardson. Fu un evento talmente sconvolgente per il carisma dei personaggi coinvolti da passare alla storia, attraverso la canzone di Don McLean American Pie, come the day the music died. Il Bonanza fu il tragico protagonista anche di uno stupido incidente nel 1982, quando l’F35 sul quale si trovava Randy Rhoads, chitarrista dei Quiet Riot e poi di Ozzy Osborne, precipitò dopo aver toccato con un’ala il bus parcheggiato di quello che rimane uno più celebri e trasgressivi – pipistrello o no –  gruppi heavy metal. Nel 1977 i Lynyrd Skynyrd, band di poderose e orgogliose chitarre sudiste, terminarono la loro carriera nell’incidente al loro charter. Nello schianto, avvenuto in una palude a Gillsburg, nello Stato del Mississippi, morirono il leader Ronnie Van Zandt, il chitarrista Steve Gaines e altre 4 persone. Gli altri membri sopravvissero nonostante gravi ferite e uno di questi, il chitarrista Gary Rossington, suona ancora oggi nella band “resuscitata” nel 1987 dopo l’inevitabile scioglimento. Del resto per chi è continuamente impegnato in serrate tournèe il rischio è sempre in agguato. Un altro celebre artista vittima di un incidente aereo è stato Stevie Ray Vaughan, morto pochi secondi dopo il decollo del suo elicottero nel 1990. Ma a volte è anche la passione per il volo a tradire un musicista, come accadde a John Denver, autore dei brani più famosi della tradizione americana come Take me home, country roads o Leaving on a jet plane. Nel 1997 precipitò nell’Oceano Pacifico a bordo di un Rutan Long EZ da poco acquistato e stavolta non gli bastarono l’esperienza di 2700 ore di volo, anche su jet executive, per tornare a casa.

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