GUIDA AGLI AEROPLANI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE: SPITFIRE, VERSATILITA’ E ALA UNIVERSALE

GUIDA AEROPLANI SECONDA GUERRA MONDIALE SUPERMARINE SPITFIRE ALA UNIVERSALE - UNIVERSAL WING 02

Già a sentirne il nome fa impressione, un trionfo della ragione umana nella sua specifica sfumatura aeronautica: “ala universale”. Nulla sembra esserle precluso. Quanti elementi importanti ci riserva il Supermarine Spitfire! Progettato da Sir Reginald Mitchell, deriva dagli idrovolanti, veri e propri purosangue da corsa, che si aggiudicarono il Trofeo Schneider, la più prestigiosa e mondana competizione aviatoria degli anni Venti e Trenta. Il suo propulsore dal nome di mago – Merlin, Merlino – ha frequentato i musi e le gondole un po’ di tutti, dall’Avro Lancaster al Mustang, dal Buchon al Fiat G.59. Infine – uhhhh – quell’ala ellittica che permette a qualsiasi sprovveduto di affermare: sì, è uno Spit (e magari è un’Heinkel 112…). Il successo di una macchina è un gomitolo di elementi e tra questi è fondamentale la razionalità costruttiva. Il fatto che si parli di un”ala universale” già la dice lunga sull’attenzione che i progettisti ponevano su un corretto percorso di adattabilità e sviluppo. Il progresso nel combattimento aereo si esprime con il concetto che si è sempre in corsa e che quello che va bene oggi domani, in un modo o nell’altro, sarà già stato superato dall’avversario. Durante la Prima Guerra Mondiale il primo fucile da caccia portato a bordo sembrò un eccezionale miglioramento rispetto a una specie di ancorotto che sarebbe dovuto servire a squarciare le ali dell’avversario. Se nel 1939 una batteria di 8 mitragliatrici leggere da 7,7 mm sembrava costituire un’arma micidiale, sull’aereo contro il quale ci si sarebbe scontrati solo un anno dopo, e sul quale è stato installato un motore più potente per renderlo più veloce e una blindatura aggiuntiva, non avrebbe ottenuto alcun effetto. A causa del crescere della velocità la finestra in cui il bersaglio compare nel mirino si è ristretta e dovrò concentrare più colpi letali nell’unità di tempo su una struttura più solida, oppure sarò costretto, con tutti i rischi che ne conseguono, a effettuare più passaggi. Non esiste altro caccia della Seconda Guerra Mondiale che ha conosciuto più versioni di produzione dello Spitfire. È stato caccia, intercettore, cacciabombardiere, caccia-ricognitore fotografico. Ha operato da basi a terra o imbarcato sul portaerei. Ha svolto tutte queste missioni ad ogni quota possibile e ciò ogni volta ha comportato modifiche più o meno radicali all’aerodinamica e al motore. Il nostro Proteo nacque ovviamente con l’ala tipo A, in grado di ospitare l’armamento ritenuto sufficiente prima della Battaglia d’Inghilterra dell’agosto ’40, cioè le già citate 8 mitragliatrici da 7,7 mm. Ma nell’epico scontro tra la Royal Air Force e la Luftwaffe ci si rese conto che il tempo delle mitragliatrici era finito. Il Bf.109 E già era dotato di un paio di cannoni da 20 mm, che invece di piccole palle piene sparava grosse granate cave piene di esplosivo, e lo Spitfire passò all’Ala B. Su questa le due Browning interne venivano sostituite da due Hispano da 20 mm. Inoltre il rivestimento degli alettoni, quelle superfici mobili che servono a virare, passò dalla tela, che tendeva a deformarsi sotto sforzo, al più solido metallo delle leghe leggere per manovre più rapide e incisive. Il gradino successivo fu l’ala universale, cioè la tipo C. Le ore di manodopera per costruirla erano diminuite e permetteva di ospitare una vasta gamma di armi. La configurazione più potente portava 4 cannoni e 4 mitragliatrici da 7,7 mm, ma la più diffusa fu quella con 2 Hispano da 20 mm e 4 mitragliatrici. Su alcune versioni a lunga autonomia poteva essere dotata di serbatoi aggiuntivi che si estendevano su tutto il bordo d’entrata, mentre per missioni da cacciabombardiere potevano essere appese due bombe di piccolo calibro (113 kg).

GUIDA AEREI SECONDA GUERRA MONDIALE

Vuoi sapere di più sullo Spitfire e sugli altri velivoli della Seconda Guerra Mondiale? Con un testo semplice e leggero arricchito da inedite tavole schematiche AIRCRAFT FOR BEGINNERS prova a spiegare per quale motivo gli aerei siano progettati, costruiti e utilizzati in una maniera ben precisa. Se il lettore volesse poi vedere dal vero gli aerei esaminati in coda ad ogni capitolo trova le informazioni sugli esemplari in esposizione statica o in condizioni di volo più vicini al nostro Paese. Una guida per chi guarda l’aereo per la prima volta e con curiosità, ma nella quale anche gli appassionati più smaliziati potranno trovare più di un elemento di interesse.

Enrico Azzini – AIRCRAFT FOR BEGINNERS – 25 aerei della II Guerra Mondiale, IBN Editore, p. 114, EURO 13,00

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