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IL TENENTE PILOTA ENRICO GADDA E L’IDENTIFICAZIONE DEGLI AEREI DELLA GRANDE GUERRA

Posted in 35 squadriglia, 83 squadriglia, aviazione prima guerra mondiale, carlo emilio gadda, enrico gadda, GAVS, grande guerra, guida agli aerei, pilota prima guerra mondiale, savoia pomilio, SIA SP3 with tags on 27 aprile 2015 by ruotenelvento

RICONOSCERE AEREI PRIMA GUERRA MONDIALE

Sul trimestrale del Gruppo Amici Velivoli Storici ALI ANTICHE n. 107 i lettori – che sono poi gli abbonati a questa rivista ricca di informazioni su storia e restauri, se ancora non lo siete potete cominciare da qui – possono trovare un estratto de Il tenente pilota Enrico Gadda – Breve vita del Gadda bello, spensierato e aviatore, la biografia degli ultimi anni del fratello del più straordinario scrittore del Novecento. Oltre ad alcune foto particolarmente interessanti per lo storico dell’aviazione – come per esempio un simulacro di Lewis riprodotto in maniera eccezionalmente fedele – Enrico Azzini introduce alcune note metodologiche utili per le ricerche aeronautiche e per l’identificazione dei velivoli da foto che non riproducono interamente l’apparecchio. Da segnalare inoltre che alcune interessanti lettere che risalgono al periodo dei voli con la 35a e con la 83a Squadriglia e che per motivi editoriali Enrico Azzini non aveva potuto inserire nella biografia del pilota lombardo hanno recentemente trovato spazio in un volume edito da Stimmgraf, Il Gadda padri, madri, zie e una E. di Arnaldo Liberati, custode della parte più consistente del materiale conservato da Carlo Emilio Gadda.

IL TENENTE PILOTA ENRICO GADDA: LA RECENSIONE DI GREGORY ALEGI ED ERRATA CORRIGE

Posted in 35 squadriglia, 83 squadriglia, aviazione prima guerra mondiale, carlo emilio gadda, enrico gadda, pilota prima guerra mondiale, san pietro in gu with tags on 5 febbraio 2015 by ruotenelvento

IL TENENTE PILOTA ENRICO GADDA

Ecco la recensione di Gregory Alegi de Il tenente pilota Enrico Gadda – Breve vita del Gadda bello, spensierato e aviatore sulla rivista Aeronautica:

Lo scrittore Carlo Emilio Gadda aveva un fratello minore, Enrico, che durante la prima guerra mondiale prestò servizio come pilota e morì il 23 aprile 1918 a soli 22 anni. Unendo la documentazione conservata dagli eredi a quella dello Stato Maggiore Aeronautica, l’autore ne fornisce per la prima volta un ritratto completo, dando contorni precisi ad una figura sinora nota solo per la sua eco letteraria. Il risultato è di sicuro interesse, non solo per i materiali fotografici inediti (compreso un caccia Nieuport 11 dotato di un simulacro in legno di mitragliatrice Lewis) ma soprattutto per gli squarci sulle motivazioni e modalità di trasferimento in aviazione e i dettagli sulla esuberante vita privata che si poteva avere un secolo fa. L’apprezzabile sforzo di documentazione è testimoniato dalle note puntuali e numerose. Un’appendice di otto pagine elenca sinteticamente i ricognitori Savoia-Pomilio SP. 2 e SP. 3 noti all’autore, in gran parte attraverso il libro di Gentilli-Varriale sui reparti della Prima guerra mondiale e la monografia Datafile di questo recensore, il cui cognome è scritto in modo errato per 43 volte. Nonostante il prezzo un po’ alto per le esili dimensioni, la biografia presenta comunque motivi di interesse per gli studiosi della Prima guerra mondiale. 

Il refuso segnalato da parte di uno dei maggiori storici italiani dell’Aeronautica (una svista nella tabella in Appendice 2, nel testo Alegi è scritto nel modo corretto) offre l’occasione per rilevare alcune inesattezze sfuggite alla prima uscita di stampa e che già sono state passate all’Editore, come già l’autore aveva avuto cura di fare per BOLIDI ROSSI E CAMICIE NERE, un altra opera rivolta soprattutto agli studiosi e che quindi richiede la massima attenzione.

p. 5 (indice): Il secondo fulmine nel cielo in Gu DIVENTA Il secondo fulmine nel cielo di San Pietro in Gu

p. 45: Il suo S.P. viene fatto oggetto di colpi avversari il 18 agosto (schegge di granata) e il 31 (stavolta pallottole di mitragliatrice). Due giorni dopo, mentre torna da una ricognizione su Gorizia, gli si spezza in volo l’elica, uno degli elementi più fragili di questo apparecchio. Il 21 e il 23 agosto lo scoppio prematuro di una granata impedisce il completamento dell’azione. DIVENTA Il suo S.P. viene fatto oggetto di colpi avversari il 18 agosto (schegge di granata) e il 31 (stavolta pallottole di mitragliatrice). Il 21 e il 23 agosto lo scoppio prematuro di una granata impedisce il completamento dell’azione. Il 24, mentre torna da una ricognizione su Gorizia, gli si spezza in volo l’elica, uno degli elementi più fragili di questo apparecchio.

p. 57: sequiplana DIVENTA sesquiplana

p. 67: San Pietro in G DIVENTA San Pietro in Gu

Enrico Azzini

– p. 67: Poco dopo le 11 e 45, nelle statistiche della Squadriglia, AGGIUNGERE dopo 72 voli di guerra (40 con la 35ª e 32 con l’83ª), il nome del Tenente Pilota ECC. ECC

UN PILOTA ITALIANO DELLA GRANDE GUERRA: ENRICO GADDA

Posted in 35 squadriglia, 83 squadriglia, aviazione e letteratura, carlo emilio gadda, enrico gadda, fahrenheit radio 3, futurismo, grande guerra, savoia pomilio, SIA SP3, stuparich with tags , on 14 gennaio 2015 by ruotenelvento

PILOTA ITALIANO GRANDE GUERRA ENRICO GADDA

Tessera di riconoscimento di Enrico Gadda (Archivio Liberati)

LA GRANDE GUERRA AD USO E CONSUMO DELL’INTELLETTUALE CONTEMPORANEO

Come si sa, cade quest’anno il centenario dell’intervento dell’Italia in quella che fu in seguito definita Grande Guerra. Più il tempo permette di scoprire e studiare nuovi documenti e più si allontana la percezione – anche negli ambienti più illuminati, penso per esempio ad una lunga e stupita serie di trasmissioni di Fahrenheit su Radio 3 – di cosa rappresentò quella vigilia per tutta una generazione. Se le origini più immediate assumono il semplificato contorno di una irrimediabile futilità, la fatica più grande per gli intellettuali contemporanei è quella di comprendere come gli intellettuali di allora potessero essere così facilmente sensibili alla propaganda interventista: quasi degli imbecilli. A parte gli esteti, i narcisisti, gli antipolitici, gli antitedeschi è proprio così strano che dei borghesi colti del 1915 trovassero almeno una ragione valida per combattere? L’Austria non era famosa solo per una bibita energetica e delle palle di cioccolata e a quei giovani – soprattutto lombardi – il Concerto di Capodanno con la Marcia di Radetzky gli avrebbe dato il sangue in testa. Oggi invece siamo arrivati a considerare come episodio più esemplare e sincero della Prima Guerra Mondiale la tregua di Natale del ’14, fulgida testimonianza di un comune ed universale desiderio di pace dell’uomo. L’uomo europeo poteva essere pacifico, ma con la guerra era abituato a convivere e le sfumature sarebbero infinite, dall’occasione per una nuova Europa (uno Stuparich) al dissolversi in una comunità nuova e sincera e con la penna nera (un Jahier). Questo è, questo è quello che pensava il contemporaneo di quella guerra. La stessa generazione dei Gadda (Carlo Emilio era del ’93, Enrico del ’96) aveva già visto l’Italia impegnata militarmente prima in Abissinia e poi in Libia. Parte della Chiesa e del Socialismo non avevano mancato del resto di far avere la loro benedizione. Scrive il “tranquillo” Renato Serra, morto sul Podgora nemmeno due mesi dopo l’entrata in guerra, per esempio:

Perché non siamo eterni ma uomini; e destinati a morire. Questo momento, che ci è toccato, non tornerà più per noi, se lo lasceremo passare.(1)

IL CONTE DI SANTA FRECCIA

Enrico Gadda in fiera posa guerriera accanto ad un caccia SPAD (Archivio Liberati)

ENRICO GADDA

Enrico Gadda fu tra quei giovani e condivise con chi gli era vicino la decisione di arruolarsi volontario. I fratelli Gadda erano gli eredi di una tradizione familiare che con lo zio Giuseppe aveva attivamente partecipato al Risorgimento e che nel 1915 vedeva l’intervento come una nuova fase di quella Guerra d’Indipendenza che finalmente avrebbe strappato all’Impero Asburgico Trento e Trieste. Mettici poi l’essere giovane: e mettici l’avventura.

Non era entrato in un reparto da caccia che da due mesi scarsi quando l’incidente al ritorno di una missione di scorta arrestò ogni ulteriore possibilità combinatoria.

Enrico Gadda non ebbe così il tempo di raggiungere la fama di un Baracca o di un Piccio, ma si rivelò sempre un pilota capace e affidabile. Aveva assolto con regolarità 72 missioni di guerra (40 con la 35ª Squadriglia e 32 con l’83ª), prendendo dei rischi solo in caso di assoluta necessità, in particolare nei giorni di Caporetto, quando era di vitale importanza impedire che gli apparecchi cadessero in mano nemica. Carlo Emilio Gadda verrà a conoscenza della morte di Enrico solo nel gennaio dell’anno successivo, al ritorno dalla prigionia. Da quel giorno 50 anni della sua narrativa sono tutti attraversati – in modo complesso e contraddittorio – dall’assenza del fratello aviatore.

(1) Esame di coscienza di un letterato, in Scritti di Renato Serra, Le Monnier, Firenze 1958, p. 404.

Enrico Azzini – Il tenente pilota Enrico Gadda – Breve vita del Gadda bello, spensierato e aviatore – IBN, Roma 2014 – Euro 13,00

COLLOQUIO TRA UN ALTO UFFICIALE DELLA REGIA AERONAUTICA E IL FRATELLO SCRITTORE

Posted in 83 squadriglia, aeronautica militare italiana, aviazione e letteratura, aviazione prima guerra mondiale, carlo emilio gadda, enrico gadda, grande guerra, italo balbo, letteratura aeronautica, pilota prima guerra mondiale with tags on 13 gennaio 2015 by ruotenelvento

PALAZZO DELL'AERONAUTICA PILOTA UFFICIALE E SCRITTORE

1938: in una sala del Ministero dell’Aeronautica E. accoglie il fratello C. E.. A suo agio nell’uniforme da Tenente Colonnello, E. è il  ragazzo irrequieto di sempre, che sembra scalciare alla vita anche da seduto. Ogni più piccolo movimento turberebbe la melanconica rigidità del fratello scrittore e potrebbe svelare lisi dettagli del suo abito.

Entrambi i fratelli vivono a Roma, ma si incontrano solo due o tre volte l’anno. Lo scrittore esprime la sua malinconica irrequietezza anche topologicamente, cambiando continuamente alloggio, di pensione in pensione, di affittacamere in affittacamere. Il Tenente Colonnello E. – è prossima la sua promozione a Generale – invece vive dal ’34 in una palazzina signorile al Quartiere Trieste insieme alla moglie, il soprano leggero A. A.. Si incontrano nell’ufficio di E., una delle sale delle Carte Geografiche del Palazzo dell’Aeronautica.

E. si è imposto di mantenere il colloquio su un tono cordiale e volto alla riconciliazione, cercando di evitare di tornare anche solo per scherzo sulle scarse attitudini militari e lo spirito combattivo di C. E.. In una delle ultime lettere – seguita al contrasto di opinioni riguardo alla necessità di vendere o conservare la proprietà della casa di villeggiatura voluta dal padre – gli ha scritto come la sua “geremiade gastrica” sia senza dubbio differente da come hanno vissuto il conflitto non dico gli eroi, ma coloro che hanno sopportato con stoicismo la trincea e l’assalto. Avrebbe voluto aggiungere che “guarda un po’, il diario dei tuoi momenti più gloriosi è proprio quello sparito”, ma poi aveva soprasseduto.

Anche la vita professionale non è stata lasciata fuori dalla corrispondenza più recente, ricordando quei “quindici anni scarsi consacrati alla vera professione”. Qui E. deve essersi fatto bene i conti, o molto probabilmente li teneva già pronti. Rimproverava inoltre l’acredine nei confronti della famiglia tutta, che se non l’ha sempre sostenuto nei suoi cambiamenti d’umore, però gli ha offerto quel benessere che gli consente oggi di dedicarsi interamente alla professione di scrittore. Era evidente il riferimento alla mamma recentemente scomparsa, che dopo una vita dedicata all’insegnamento anche in luoghi lontanissimi da casa e dalla famiglia era andata in pensione a settanta anni.

C. E. sbuffa, lo sguardo dello scrittore cerca degli appigli nella grande sala rivestita di legno. Oltre l’aquila dello schienale dove siede il fratello, la carta geografica dipinta alla parete non la trova d’aiuto: Oceano Indiano… Oceano Indiano… il Madagascar… il Maradagal… niente. Le decorazioni – medaglie e nastrini ben distribuiti in una teca di mogano – contribuiscono al suo pessimo umore. Gli era giunta voce, comunque, che la prima vittoria aerea, quella del maggio ’18, era stata esclusivamente il frutto di una fortunata coincidenza.

– Dovresti baciare la terra sulla quale cammina, invece di cospirare continuamente contro di lei, fino ad immaginare addirittura di assassinarla. Anche la tua attitudine è molto meno cristallina di quello che potrebbe far pensare chi si scaglia con tale veemenza contro certe pessime abitudini che ritieni connaturate alla nostra razza.
Si scuote ad ascoltare questa accusa, ma in realtà il fratello sorride affabilmente e gli sta chiedendo:

– E il tuo prossimo libro? Ti confesso che quello sulla guerra nonostante il Premio non mi ha molto convinto.
– Ci sto lavorando. Sono pronti dei primi tratti.

Ecco. Gli mancava di definire… qualcosa non gli tornava, come un movente interno, non l’unico né il principale, ma un elemento forte che non si era verificato e che lo indispettiva.

– Dei tratti? Come a dire delle puntate?
– Sì. Delle puntate.
– Puntate, quindi. Bene, bene. Anche se – si china in avanti e abbassa la voce fino ad assumere un tono benevolo e confidenziale – certo sarebbe ovviamente più opportuno limitarsi a ricevere un anticipo da un solo editore senza prometterlo a tre contemporaneamente.
– Ma la malattia, il trasloco. La mamma.
– Capisco, capisco fratellissimo. – Si stende all’indietro e sorride – Ma la vita procede. Velocissima. Come un aeroplano. Poi ci sarebbe anche la Società Italiana per la Diffusione del Volframio che mi ha segnalato – si tratta di un amico qui del Ministero, non ti preoccupare, nulla di ufficiale – che dell’articolo che ti era stato commissionato per la rivista non hanno ancora visto una pagina. Né l’Enciclopedia Italiana per la relativa voce.
– Vedrò di provvedere. Senza farmi venire una nuova crisi di nervi.
– Ma su, su, fratellone, coraggio! Andiamo. È pronta una vettura che ci porterà a quell’osteria a Corso Umberto dove vai sempre, come si chiama? Quello delle puntarelle. Augusto, no?
– Meglio da l’Aliciaro. Preferirei fare una passeggiata, però. Più veloce del piroscafo mi mette un terrore che non immagini.

Enrico Azzini per AVIODADA

IL TENENTE PILOTA ENRICO GADDA: la recensione di JP4 di agosto

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IL CONTE DI SANTA FRECCIA

Una tipica posa del Tenente Enrico Gadda, qui di fronte ad uno SPAD, il sogno di tutti i cacciatori durante la Prima Guerra Mondiale. Si tratta di una delle foto assolutamente inedite de Il Tenente Pilota Enrico Gadda – Breve vita del Gadda bello, spensierato e aviatore (Archivio Liberati)

JP4 08-14 90-91

Il tenente pilota Enrico Gadda, di Enrico Azzini, IBN Editore, Roma 2014. Euro 13.

Questo libro è la storia di un tipico pilota italiano della Prima Guerra Mondiale, un giovane borghese colto, valoroso ufficiale degli Alpini, poi passato in aviazione per amore del volo, ottimo pilota, caduto in incidente aereo nel 1918, Medaglia d’Argento al Valor Militare. Una storia particolare, però, perchè Enrico era fratello di Carlo Emilio Gadda, uno dei massimi scrittori italiani del Novecento, la cui opera sarà in parte influenzata dall’immatura morte di Enrico. Questo libro di 114 pagine ricostruisce la breve vita di questo pilota con una vasta presentazione delle sue lettere e dei documenti ufficiali, raccontando il lungo periodo di addestramento al volo, l’assegnazione ad una squadriglia da ricognizione sui Savoia Pomilio e i numerosi voli nel difficile periodo dell’autunno 1917, il passaggio alla caccia, sui biplani Nieuport, e infine la morte. Il libro tiene il debito conto dei risvolti letterari di questa vicenda, ma è squisitamente un libro di aviazione, per appassionati, con una gran quantità di foto di aerei e di piloti assolutamente nuove e con la riproduzione di molti documenti d’archivio, bibliografia, indice dei nomi e perfino con l’elenco di tutte le matricole note di Savoia Pomilio. Un lavoro d’alta classe, perfetta aggiunta alla crescente bibliografia sui piloti della Grande Guerra. Istituto Bibliografico Napoleone, via dei Marsi 57, 00185 Roma – http://www.aviolibri.it.

IL TENENTE PILOTA ENRICO GADDA & GUIDA AGLI AEREI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Posted in 35 squadriglia, 83 squadriglia, aviazione prima guerra mondiale, carlo emilio gadda, enrico gadda, grande guerra, rino corso fougier, san pietro in gu, USAF, vigna di valle with tags , , on 14 agosto 2014 by ruotenelvento

IL TENENTE PILOTA ENRICO GADDA

Enrico Azzini – autore di aviodada – è da poco uscito con due titoli dedicati alla storia aeronautica, entrambi pubblicati da IBN/Aviolibri. Il primo è IL TENENTE PILOTA ENRICO GADDA – Breve vita del Gadda bello, spensierato e aviatore. Si tratta della biografia di un giovane alpino che combatte prima in trincea e poi passa in aviazione, volando con gli S.P. 3 da ricognizione e combattimento della 35ª Squadriglia e infine con i Nieuport 27 della 83ª Squadriglia da caccia comandata da Rino Corso Fougier. Poco più di due anni trascorsi in prima linea e poi – dopo l’incidente mortale al ritorno da un volo di scorta – altri cinquanta per attraversare in modo contraddittorio e straziante l’immaginativa del fratello e più grande narratore del Novecento, Carlo Emilio Gadda. Documenti e immagini assolutamente inedite testimoniano della vitalità e dell’idealismo di un ragazzo del ’96 e di quella moderna tragedia di massa che è la Grande Guerra.

Enrico Azzini – IL TENENTE PILOTA ENRICO GADDA – Breve vita del Gadda bello, spensierato e aviatore, IBN Editore, p. 116, euro 13,00

AIRCRAFT FOR BEGINNERS

Con un testo semplice e leggero arricchito da inedite tavole schematiche AIRCRAFT FOR BEGINNERS prova a spiegare per quale motivo gli aeroplani – in questo caso i 25 più significativi della Seconda Guerra Mondiale – siano progettati, costruiti e utilizzati in una maniera ben precisa. Se il lettore volesse poi vedere dal vero gli aerei esaminati in coda ad ogni capitolo trova le informazioni sugli esemplari in esposizione statica o in condizioni di volo più vicini al nostro Paese. Una guida per chi guarda l’aereo per la prima volta e con curiosità, ma nella quale anche gli appassionati più smaliziati potranno trovare più di un elemento di interesse.

Enrico Azzini – AIRCRAFT FOR BEGINNERS – 25 aerei della II Guerra Mondiale, IBN Editore, p. 114, EURO 13,00

ENRICO GADDA: 23 APRILE 1918 – 23 APRILE 2014

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ENRICO GADDA PILOTA 83 SQUADRIGLIA

Il tenente Enrico Gadda a bordo di un Nieuport Bebé durante l’addestramento alla Scuola Caccia. Questa immagine era la preferita di Carlo Emilio, scelta per figurare tra i pochi oggetti presenti nella povera stanza di Gonzalo ne La cognizione del dolore (Archivio Liberati)

Il 23 aprile 1918, di ritorno da una missione di scorta ad un S.P., precipitava nei pressi del campo di San Pietro in Gu il Tenente Pilota ENRICO GADDA. Fratello di Carlo Emilio, volontario nel 5° Reggimento Alpini e passato in Aeronautica nell’agosto 1917, effettuò i suoi voli in zona di guerra prima con gli S.P. 3 della 35a Squadriglia da ricognizione e poi con i Nieuport 27 dell’83a Squadriglia da caccia comandata da Rino Corso Fougier.

Sarà presto in libreria – pubblicata da IBN Editore – la storia di questo ragazzo elegante, colto, brillante ed esuberante che ha avuto un ruolo fondamentale negli affetti e nella immaginativa del più grande narratore italiano del Novecento. L’opera di ENRICO AZZINI – concentrata sul periodo trascorso da Enrico nel Corpo Aeronautico – è arricchita da corrispondenza, documenti e materiale iconografico assolutamente inediti, provenienti dall’Archivio Liberati, dall’Archivio Bonsanti e dall’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare.