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LINEE AEREE ITALIANE – Le rotte nazionali ed internazionali 1957

Posted in alitalia, douglas DC-6, linee aeree italiane with tags on 12 marzo 2015 by ruotenelvento

LINEE AEREE ITALIANE - AGENDA 1957 01

Dall’agenda Linee Aeree Italiane 1957, ultimo anno di attività prima della fusione con Alitalia

Linee Nazionali LAI

400* Roma – Napoli – Palermo e v.v.

401 Roma – Cagliari e v.v.

402 Roma – Pisa – Milano e v.v.

402 bis Milano – Roma e v.v.

403 Trieste – Venezia – Roma e v.v.

404* Milano – Venezia e v.v.

404 bis Milano – Venezia e v.v.

405 Palermo – Napoli – Roma e v.v.

406 Cagliari – Alghero – Roma e v.v.

407 Roma – Palermo – Catania – Palermo – Napoli – Roma

408* Milano – Torino e v.v.

410 Palermo – Roma – Napoli – Palermo

410 bis Roma – Palermo e v.v.

411* Napoli – Roma e v.v.

412 Palermo – Pantelleria e v.v.

413 Catania – Palermo e v.v.

414 Catania – Reggio Calabria – Roma e v.v.

415 Palermo – Trapani – Pantelleria e v.v.

416 Milano – Roma e v.v.

417 Comiso – Catania e v.v.

418* Roma – Firenze – Venezia e v.v.

419 Brindisi – Bari – Roma e v.v.

421/420 Palermo – Tunisi e v.v.

441/440* Pantelleria – Tunisi e v.v.

457/456 Palermo – Trapani – Tunisi e v.v.

473/474* Cagliari – Tunisi e v.v.

476/477 Milano – Venezia – Belgrado e v.v.

442/443* Milano – Torino – Nizza e v.v.

* stagionale

LINEE AEREE ITALIANE - AGENDA 1957 02

Linee Internazionali LAI

400/421 Roma – Napoli – Palermo – Tunis

400/457 Roma – Napoli – Palermo – Trapani/Marsala – Tunis

401/473 Roma – Cagliari – Tunis

420/400 Tunis – Palermo – Napoli – Roma

422 Roma – Istanbul – Teheran

423 Teheran – Istanbul – Roma

426 Barcelona – Nice – Milano – Roma

427 Roma – Milano – Nice – Barcelona

428 Roma – Athinai – Tel Aviv

429 Tel Aviv – Athinai – Roma

430 Roma – München – Frankfurt

431 Frankfurt – München – Roma

434 Roma – Tel Aviv

435 Tel Aviv – Roma

436 New York – Shannon – Milano – Roma

437 Roma – Milano – Shannon – New York

438 New York – Boston – Shannon – Paris – Milano – Roma

439 Roma – Paris – Shannon – Boston – New York

440 Tunis – Pantelleria

441 Pantelleria – Tunis

442 Milano – Torino – Nice

443 Nice – Torino – Roma

444 Roma – Zürich

445 Zürich – Roma

446 Roma – Milano – Zürich

447 Zürich – Milano – Roma

448 New York – Boston – Shannon – Milano – Roma

449 Roma – Milano – Shannon – New York

450 New York – Shannon – Paris – Napoli – Roma

451 Roma – Paris – Shannon – New York

452 New York – Shannon – Milano – Roma

453 Roma – Milano – Shannon – New York

454 New York – Shannon – Paris – Napoli – Roma

455 Roma – Milano – Paris – Shannon – New York

456/400 Tunis – Trapani/Marsala – Palermo – Napoli – Roma

458 Roma – Venezia (Treviso) – München – Frankfurt

459 Frankfurt – München – Venezia (Treviso) – Roma

462 Roma – Milano – München – Wien

463 Wien – München – Milano – Roma

466 Roma – Venezia (Treviso) – München – Wien

467 Wien – München – Venezia (Treviso) – Roma

472 Tunis – Cagliari – Roma

474 New York – Shannon – Milano – Roma

475 Roma – Milano – Shannon – New York

476 Milano – Venezia – Beograd

477 Beograd – Venezia – Milano

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ALITALIA – Ascesa e declino – GIUSEPPE D’AVANZO

Posted in aereo precipita su roma, aeroporto roma urbe, alitalia, carpatair, disastro linate, italo balbo, klm, Rome FCO with tags on 27 giugno 2013 by ruotenelvento

ALITALIA

  • un pilota di 747 amico di famiglia mi regala un orsacchiotto di peluche immediatamente soprannominato Jumbo (circa 1972: il primo, I-DEMA, effettuò il primo volo di linea il 5 giugno 1970)

  • ragazze snelle e alte ed eleganti in tailleur verde/blu (di Mondrian) con i capelli raccolti in crocchia chiedono: dove va stavolta? (1998)

  • il long skate gratta l’asfalto con uno slide grabless spezzando il downhill giù a manetta su viale Gagarin (2013)

Se ne potrebbero trovare infiniti di questi incroci e soprattutto per chi ha vissuto a Roma Alitalia è un po come il mondo dorato del cinema, difficile trovare qualcuno che non ci sia stato dentro, magari solo per un giorno da generico.

E Giuseppe D’avanzo nel mondo Alitalia c’è stato dentro veramente, ne conosce retroscena e soprannomi dei protagonisti. Il volume è un’edizione aggiornata di quel La Freccia Alata che venne pubblicato nel 2007, proprio nel momento cruciale – ipotetico – nel quale Alitalia cercava contemporaneamente di sanare una situazione finanziaria al collasso e di guadagnare un ruolo globale con una “massa critica” – definizione che Prodi, presidente di quell’IRI proprietario di Alitalia faceva circolare già dalla seconda metà degli anni Ottanta – di rispetto. Se insomma nel 2007 era sorta la necessità di fare un po’ il punto, a maggior ragione era indispensabile tornarci dopo 6 anni burrascosi che hanno visto gli sviluppi del Piano Fenice.

L’autore, pilota e giornalista d’esperienza, con grande abilità e chiarezza permette al lettore di orientarsi in una situazione che si fa via via più complessa. Uno dei fili rossi che unisce i primordi al contemporaneo è quel sottobosco di maneggi e di pettegolezzi – definibile come “l’abitudine romana” – un filo rosso che si svolge a tutti i livelli, dalla Serpentara, regno salario di Bruno Velani ai tempi della creazione di Roma come centro dell’architettura radiale di Ala Littoria (ma nel dopoguerra l’ingegnere sarà fino al 1974 figura fondamentale di Alitalia) al più recente confronto tra cassaintegrati Alitalia del Superelite di Casal Palocco VS piloti CAI del Fioranello Golf Club. L’apertura dedicata proprio al periodo dal 2007 al 2013 – l’autore copre fino all’incidente dell’ATR 72 in wet leasing da Carpatair – sposta il baricentro sul peggio, ma sia chiaro che ci sono uomini brillanti e determinati (manager, personale di volo e di terra) ci sono utili e ricavi, e c’è una flotta che copriva il pianeta con i liner più moderni – si immagina l’entusiasmo del primo volo dei grandi intercontinentali e che in un colpo di sensazionale ottimismo lasciò anche 300.000 dollari (poi restituiti) di preopzione nelle mani di chi portava avanti il progetto del supersonico SST. Un supersonico con la livrea Alitalia: li mortacci!

PERSONALE NAVIGANTE

Dove una volta il personale navigante di Alitalia parcheggiava l’automobile oggi ci vado in skate. Il terreno alla Magliana era stato acquistato nel ’63 per il centro elettronico ed informatico e si rivelò un affare sia per il valore intrinseco che per i successi dell’attività in campo gestionale ed operativo, con i sistemi software venduti all’estero. Il Centro Direzionale divenne operativo nei primi anni ’80 – battezzato con il solito gusto un po’ grandguignolesco Alicatraz = Alitalia + Alcatraz – e abbandonato nel 2008 per “il Cremlino” di Fiumicino. 

Uno degli aspetti più sensazionali del libro è che la storia di una Compagnia Aerea si fa non solo Storia di una Nazione (e fin qui ci si poteva arrivare) ma anche repertorio di tutte le possibilità che offrono finanza e politica. E’ difficile che una persona di etica media rimanga indifferente di fronte al groviglio di rapporti tra uomini di governo, dirigenti, industriali e sindacati e a stupefacenti forme di masochismo, per le quali il vertice è sicuramente rappresentato dal Presidente del Consiglio Berlusconi un giorno collettore di capitali nazionali di salvataggio e il successivo affossatore con berretto da ferroviere. Insomma il libro da leggere per sapere, tra tante altre cose, per quale motivo in flotta c’era una maggioranza di Douglas (compensazioni per gli impianti Aerfer/Aeritalia di Pomigliano) oppure la ragione per cui per un decennio una società già in forte crisi si è dovuta dissanguare per tenere in piedi l’hub doppione di Malpensa.

Giuseppe D’Avanzo – ALITALIA – Ascesa e declino, IBN Editore, pp 258, euro 18,00

Enrico Azzini per AVIODADA