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STORIA DI UN AEROPORTO – Da Roma Littorio a Roma Urbe – Alfredo Stinellis

Posted in aeronautica militare italiana, aeroporto roma urbe, difesa antiaerea roma, ibn editore, servizi aerei speciali with tags on 25 giugno 2012 by ruotenelvento

E’ sempre così difficile volare in Italia e fare cultura aeronautica. Già l’oggetto si presta poco a una comprensione comune piatta e monodimensionale – che non calcoli tutti gli indotti, insomma – e poi non c’è preventivo che non sia sforato. Così nemmeno quando un Regime ben orientato verso la terza dimensione ci si mette d’imperio le cose non girano per il verso giusto. L’aeroporto dell’Urbe sorge come iniziativa privata del Conte Bonmartini e della sua Compagnia (nata come Cooperativa) Nazionale Aeronautica con l’intenzione di non disperdere il ricco patrimonio di esperienze acquisito durante la Grande Guerra. La CNA si occupa della prima istruzione per i piloti militari migrando da Centocelle a Montecelio e poi a Cerveteri prima di trovare il suo spazio tra la Salaria e il Tevere, dove un impianto all’avanguardia viene completato in soli 9 mesi, uno addirittura in meno del previsto. Siamo nel ’28 e non manca niente: oltre alla pista – in erba – il necessario idroscalo che sfrutta le acque di un fiume ancora biondo – siamo in anni nei quali il traffico di idro e anfibi è ancora consistente – un gigantesco hangar a due piani e le strutture logistiche e ricettive sfruttate, oltre che da trasvolatori più o meno audaci, anche dal bel mondo romano, a ciucciar granatine e spume con la paglietta in testa sul terrazzo dell’albergo. Stinellis ci racconta la storia di questo aeroporto romano invischiato per oltre mezzo secolo in una fatale promiscuità tra militare e civile, con i contrasti tra CNA e Balbo (che leva la convenzione per l’istruzione per i piloti militari) e la minaccia delle esondazioni tiberine. La guerra e il bombardamento del 19 luglio 1943 daranno il colpo di grazia: e dalla documentazione che l’autore acclude non poteva essere altrimenti, considerata la ridicola consistenza dei pezzi AA (6 da 20 e 2 da 90…) attorno all’impianto. Nonostante tutte le difficoltà l’aeroporto ha un ruolo di protagonista nella storia dell’aeronautica nazionale e attorno ad esso si saldano le tessere che formano lo scheletro dei trasporti militari – soprattutto con la formazione dei Comando Servizi Aerei Speciali – e di quelli civili, senza dimenticare l’attività dell’Aeroclub Roma. Nel dopoguerra alla difficile ripartizione di competenze si aggiungono gli appetiti dei palazzinari di fronte a tutti quegli ettari di terreno edificabile. Tra i tentativi di ampliare le possibilità dell’aeroporto, sia durante il Fascismo che nel dopoguerra, quello dell’autodromo per Roma – argomento trattato in un altro volume dello stesso editore, BOLIDI ROSSI E CAMICIE NERE – e la fantastica avventura dello spazio che dai laboratori dell’Urbe porterà alle piattaforme di fronte alla costa keniana con i successi del programma dei satelliti San Marco.

Enrico Azzini per AVIODADA

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