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Tom Wolfe – LA STOFFA GIUSTA

Posted in air crash, aviazione e letteratura, chuck yaeger, eagle claw, gemini spacecraft, john glenn, la stoffa giusta, the right stuff, tom wolfe with tags , , on 5 aprile 2012 by ruotenelvento

Nella tarda primavera del 1980 avevo da poco compiuto 13 anni. Sfogliando un settimanale, sembrava messo lì, uguale ad un manichino: c’è sempre qualcosa di terribile ed inquietante nella posa simmetrica di un essere umano: i simmetrici vivi sono quelli che commettono i delitti peggiori. Quella fu la prima immagine di un pilota – ma chi era PROPRIO quello con gli avambracci a 90° rispetto al deserto iraniano e poi i polsi a 90° rispetto agli avambracci accanto alla lamiera arrotondata e contorta? – carbonizzato: IRRICONOSCIBILE? Se i piloti – tutti – hanno molto a che fare col fuoco, la letteratura ha molto a che fare con i piloti che hanno a che fare col fuoco. C’è il pilota ustionato di Ballard, certo. Due persone notevoli (l’altra è ovviamente Thompson) hanno influenzato il mio modo di scrivere la cronaca ed è proprio grazie ai pilastri del “nuovo giornalismo” se non faccio più giornalismo. Ancora asciutto di fronte a quella che sarebbe stata la cascata della letteratura americana, come avrei potuto resistere a THE KANDY-KOLORED TANGERINE-FLAKE STREAMLINE BABY? Scoperta una mitologia che condensava tutto quello che di divertente e di interessante – per me – fosse concepibile, inquadrata nel tempo e nello spazio, arrivò L’ACID TEST AL RINFRESKO ELETTRIKO. Mi ero tenuto lontano da IL FALO’ DELLE VANITA’, che comunque ha un senso – la grande caccia all’imputato bianco, mhhhhhh – e Wolfe dà sempre il meglio di sè quando si butta nelle cose frenetiche che passano nella testa di uno quando è braccato alla vicina o alla lontana come Kesey o come Shermanino McCoy. A quel punto come sfuggire a LA STOFFA GIUSTA? (dopo aver provato a vedere il film in lingua originale: ci sono andati pesanti con il dialetto degli Appalachi)

LA CONFRATERNITA – Il senso della confraternita chiusa e inaccessibile ai borghesi, ma magari questo è un argomento che merita un articolo tutto per sè, dal momento che ci stiamo in mezzo direttamente. Un ego smisurato non è del resto peculiare dei piloti, può gonfiare anche uno che scrive recensioni di libri, anche se in genere più roba (protettiva/corazzata/imbottita/stagna) ci si mette addosso più l’ego cresce.

LI’ DOVE ACCADONO LE COSE – La capacità di essere dentro e al posto giusto: ed è proprio questa l’impressione che dà sempre Wolfe, per quanto TRS sia stato scritto a quasi venti anni di distanza dagli eventi: e magari complice anche il traduttore non ci sono cappellate in una materia tecnicamente delicata.

LA FOTTUTA STAMPA – I giornalisti sono sempre un problema, assediano i vostri giardini, violentano la vostra intimità, vi ficcano i microfoni in bocca: proteggetevene assegnando l’esclusiva della vostra vita a una sola testata, ci penseranno loro a quei bastardi. Dite che non esistono più testate come Life? Uno stronzo che twitta al quale dare l’esclusiva lo troverete, no?

MACH SU QUATTRO RUOTE – Una certa intimità con Jim Rathmann, che si era aggiudicato Indy ’60. Anche in questo caso John Glenn amava distinguersi: no V8, no carburatori quadricorpo Holley, no camere emisferiche,

MA PEUGEOT!

LE MOGLI DEGLI ASTRONAUTI – Wolfe bene bene descrive quello che girava attorno e dentro alle mogli degli astronauti. Noi opinione pubblica abbiamo delle aspettative imbecilli, Luise Shepard viveva nella NON ANSIA, per la prima volta dopo centinaia migliaia di collaudi sopra i deserti tra gli alberi di Giosuè sapeva esattamente dove si trovava il marito e però ci sono anche dei patti da rispettare, la massima ambizione sarebbe diventare amica di oh Jackie, Jackie, ma LA MOGLIE DI QUELLO CHE HA FATTO SALTARE IL PORTELLO (Grissom, che morirà nel primo Apollo 6 anni dopo la Liberty Bell 7, cazzo vedi che tutto torna come la campana della frizione di un camioncino International del ’47 da 3/4 di tonnellata con una scatola del cambio a 6 marce ma la ridotta però non la usava mai e quindi ne aveva alla fine 5 e altre modifiche di telaio e di motore che ne facevano il camioncino più incasinato che Neal avesse mai guidato tanto da spingerlo a scrivere proprio a Kesey in una lettera del 30 agosto 1965: alle 5 PM) fa la fine della paria sbattuta in una cerimonia del cazzo sotto una tendina in mezzo a una pista militare.

QUIZ? – Ma insomma, qualcuno sa dirmi chi è stato il primo astronauta cattolico? Gagarin ok, per contratto doveva esser ateo, insieme a tutti gli altri eroi della cosmonautica sovietica. I sette Gemini erano WASP al cubo con in cima il presbiterianesimo celeste di Glenn. Insomma?

TUTTI CE L’HANNO CON LYNDON – Foster Wallace non c’era andato tenero e anche qui fa spesso e volentieri la figura del fesso. Fosse fesso davvero? Leggeva favole su un libro al contrario?