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IL DESIGN AERONAUTICO – 2

Posted in aircraft design, industrial design in war, luger p08 with tags on 1 febbraio 2011 by ruotenelvento

La percezione stessa dell’aeroplano non è un problema marginale. Sarebbe innanzitutto opportuno possedere gli strumenti metodologici in grado di comprendere i problemi che pongono alcune categorie di oggetti: utensili e armamenti ovviamente devono rispondere a esigenze diverse da quelle di una sedia. C’è il rischio di assegnare un ipotetico “Compasso Grigioverde”, analogo militare al premio Compasso d’Oro, a qualsiasi cosa che sfugge all’ordinario. In un contesto molto più rigido di quello aeronautico, come quello dei mezzi corazzati, immaginare una definizione di industrial design – pur esistendone tutti i presupposti – è già un’acrobazia ed è facile cadere nel tranello dell’esotico. La soggettività di distanza temporale e spaziale può portare il critico occidentale a rimanere affascinato – esprimendo un giudizio di principio che porti l’oggetto considerato nel campo del design – dalle torrette a cupola dei carri da battaglia sovietici, sicuramente più “varie” di quelle squadrate degli omologhi occidentali.

La prima domanda da porsi sarebbe quindi: per l’aeroplano si può parlare di design?

L’aspetto di un velivolo è condizionato da molteplici fattori:

–  il ruolo per il quale è progettato

–  la necessità di ottemperare a delle leggi fisiche per svolgere il suo ruolo, leggi molto più vincolanti di un temperamatite

– la presenza di alcuni organi dai quali non si può prescindere: motore, carburante, dispositivi di raffreddamento, carrello, equipaggio e carico utile; negli apparecchi militari si aggiungono armamento e protezione

 

Progettata nel 1898 e prodotta in oltre 4 milioni di esemplari, la pistola semiautomatica Luger P08 è unanimemente considerata uno dei capolavori dell’industrial design

Il VBCI è il  veicolo ruotato scelto recentemente dall’Esercito Francese per i suoi Reggimenti di Fanteria. È un mezzo da combattimento e trasporto che non si discosta minimamente da realizzazioni progettate per lo stesso ruolo, cioè offrire protezione attiva e passiva a una squadra di 9 soldati

Per quanto riguarda i velivoli militari John Heskett in Industrial Design cerca di dribblare il problema con generica astuzia: “Nonostante particolari aspetti nazionali, volendo fare un confronto tra il design tedesco e inglese di questo periodo, in settori chiave sia sotto l’aspetto tecnico che formale, emergono considerevoli analogie, come ad esempio tra l’Hawker Hurricane e il Messerschmitt ME 109. In questi due aerei si possono individuare differenze, più relative ai particolari che concettuali”. 

A dispetto di qualsiasi tentativo di riduzione o semplificazione dunque la maggior parte degli armamenti sembrano crearsi un’estetica da soli.