Archive for the mitsubishi zero Category

GUIDA AGLI AEREI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE – AIRCRAFT FOR BEGINNERS

Posted in B-17, B-25 mitchell, douglas dc 3, focke wulf 189, focke wulf 190, guida agli aerei, mitsubishi zero, P-51 mustang, vigna di valle with tags , on 29 aprile 2016 by ruotenelvento

AIRCRAFT FOR BEGINNERS

Vi piacerebbe avere in tasca un manuale che vi svela con parole semplicissime tutti i segreti e le ragioni progettuali che sono alla base degli aerei della Seconda Guerra Mondiale? E’ in libreria AIRCRAFT FOR BEGINNERS, IBN Editore, p. 114, euro 13,00.

Nel numero del settembre 2014 la rivista specializzata JP4 ne ha parlato in questi termini:

Gli aerei per il principiante, sarebbe stato il titolo in italiano, ossia una presentazione degli aerei della Seconda Guerra Mondiale a beneficio degli assoluti profani, in particolare moglie e fidanzate, per dare i rudimenti e spiegare i motivi di una passione. Un argomento leggero, ma presentando 25 aerei protagonisti, dal Rata al B-29, dal Macchi C.200 al Me 262, l’autore ne approfitta per spiegare i vari elementi di un aereo da combattimento, motore, strumentazione, ali, carrello, protezioni, prestazioni e come le considerazioni relative abbiano condizionato il progetto. Il testo è scritto con garbo e simpatia, ma anche con buone considerazioni tecniche, molto significative anche per chi si crede un esperto. Il tutto è illustrato da alcune foto di repertorio e da disegni dell’autore che evidenziano gli elementi di cui si sta parlando, molto efficaci. Un libretto ben concepito e realizzato, che ci è piaciuto molto.

GUIDA AGLI AEROPLANI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE: SPITFIRE, VERSATILITA’ E ALA UNIVERSALE

Posted in battle of britain, guida agli aerei, messerschmitt bf 109, mitsubishi zero, warbird with tags , on 9 settembre 2015 by ruotenelvento

GUIDA AEROPLANI SECONDA GUERRA MONDIALE SUPERMARINE SPITFIRE ALA UNIVERSALE - UNIVERSAL WING 02

Già a sentirne il nome fa impressione, un trionfo della ragione umana nella sua specifica sfumatura aeronautica: “ala universale”. Nulla sembra esserle precluso. Quanti elementi importanti ci riserva il Supermarine Spitfire! Progettato da Sir Reginald Mitchell, deriva dagli idrovolanti, veri e propri purosangue da corsa, che si aggiudicarono il Trofeo Schneider, la più prestigiosa e mondana competizione aviatoria degli anni Venti e Trenta. Il suo propulsore dal nome di mago – Merlin, Merlino – ha frequentato i musi e le gondole un po’ di tutti, dall’Avro Lancaster al Mustang, dal Buchon al Fiat G.59. Infine – uhhhh – quell’ala ellittica che permette a qualsiasi sprovveduto di affermare: sì, è uno Spit (e magari è un’Heinkel 112…). Il successo di una macchina è un gomitolo di elementi e tra questi è fondamentale la razionalità costruttiva. Il fatto che si parli di un”ala universale” già la dice lunga sull’attenzione che i progettisti ponevano su un corretto percorso di adattabilità e sviluppo. Il progresso nel combattimento aereo si esprime con il concetto che si è sempre in corsa e che quello che va bene oggi domani, in un modo o nell’altro, sarà già stato superato dall’avversario. Durante la Prima Guerra Mondiale il primo fucile da caccia portato a bordo sembrò un eccezionale miglioramento rispetto a una specie di ancorotto che sarebbe dovuto servire a squarciare le ali dell’avversario. Se nel 1939 una batteria di 8 mitragliatrici leggere da 7,7 mm sembrava costituire un’arma micidiale, sull’aereo contro il quale ci si sarebbe scontrati solo un anno dopo, e sul quale è stato installato un motore più potente per renderlo più veloce e una blindatura aggiuntiva, non avrebbe ottenuto alcun effetto. A causa del crescere della velocità la finestra in cui il bersaglio compare nel mirino si è ristretta e dovrò concentrare più colpi letali nell’unità di tempo su una struttura più solida, oppure sarò costretto, con tutti i rischi che ne conseguono, a effettuare più passaggi. Non esiste altro caccia della Seconda Guerra Mondiale che ha conosciuto più versioni di produzione dello Spitfire. È stato caccia, intercettore, cacciabombardiere, caccia-ricognitore fotografico. Ha operato da basi a terra o imbarcato sul portaerei. Ha svolto tutte queste missioni ad ogni quota possibile e ciò ogni volta ha comportato modifiche più o meno radicali all’aerodinamica e al motore. Il nostro Proteo nacque ovviamente con l’ala tipo A, in grado di ospitare l’armamento ritenuto sufficiente prima della Battaglia d’Inghilterra dell’agosto ’40, cioè le già citate 8 mitragliatrici da 7,7 mm. Ma nell’epico scontro tra la Royal Air Force e la Luftwaffe ci si rese conto che il tempo delle mitragliatrici era finito. Il Bf.109 E già era dotato di un paio di cannoni da 20 mm, che invece di piccole palle piene sparava grosse granate cave piene di esplosivo, e lo Spitfire passò all’Ala B. Su questa le due Browning interne venivano sostituite da due Hispano da 20 mm. Inoltre il rivestimento degli alettoni, quelle superfici mobili che servono a virare, passò dalla tela, che tendeva a deformarsi sotto sforzo, al più solido metallo delle leghe leggere per manovre più rapide e incisive. Il gradino successivo fu l’ala universale, cioè la tipo C. Le ore di manodopera per costruirla erano diminuite e permetteva di ospitare una vasta gamma di armi. La configurazione più potente portava 4 cannoni e 4 mitragliatrici da 7,7 mm, ma la più diffusa fu quella con 2 Hispano da 20 mm e 4 mitragliatrici. Su alcune versioni a lunga autonomia poteva essere dotata di serbatoi aggiuntivi che si estendevano su tutto il bordo d’entrata, mentre per missioni da cacciabombardiere potevano essere appese due bombe di piccolo calibro (113 kg).

GUIDA AEREI SECONDA GUERRA MONDIALE

Vuoi sapere di più sullo Spitfire e sugli altri velivoli della Seconda Guerra Mondiale? Con un testo semplice e leggero arricchito da inedite tavole schematiche AIRCRAFT FOR BEGINNERS prova a spiegare per quale motivo gli aerei siano progettati, costruiti e utilizzati in una maniera ben precisa. Se il lettore volesse poi vedere dal vero gli aerei esaminati in coda ad ogni capitolo trova le informazioni sugli esemplari in esposizione statica o in condizioni di volo più vicini al nostro Paese. Una guida per chi guarda l’aereo per la prima volta e con curiosità, ma nella quale anche gli appassionati più smaliziati potranno trovare più di un elemento di interesse.

Enrico Azzini – AIRCRAFT FOR BEGINNERS – 25 aerei della II Guerra Mondiale, IBN Editore, p. 114, EURO 13,00

GUIDA AGLI AEREI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE – AIRCRAFT FOR BEGINNERS

Posted in B-17, B-25 mitchell, dakota, douglas dc 3, guida agli aerei, mitsubishi zero, vigna di valle with tags , on 2 dicembre 2014 by ruotenelvento

AIRCRAFT FOR BEGINNERS

Vi piacerebbe avere in tasca un manuale che vi svela con parole semplicissime tutti i segreti e le ragioni progettuali che sono alla base degli aerei della Seconda Guerra Mondiale? E’ da qualche mese in libreria AIRCRAFT FOR BEGINNERS, IBN Editore, p. 114, euro 13,00.

Nel numero dello scorso settembre la rivista specializzata JP4 ne ha parlato in questi termini:

Gli aerei per il principiante, sarebbe stato il titolo in italiano, ossia una presentazione degli aerei della Seconda Guerra Mondiale a beneficio degli assoluti profani, in particolare moglie e fidanzate, per dare i rudimenti e spiegare i motivi di una passione. Un argomento leggero, ma presentando 25 aerei protagonisti, dal Rata al B-29, dal Macchi C.200 al Me 262, l’autore ne approfitta per spiegare i vari elementi di un aereo da combattimento, motore, strumentazione, ali, carrello, protezioni, prestazioni e come le considerazioni relative abbiano condizionato il progetto. Il testo è scritto con garbo e simpatia, ma anche con buone considerazioni tecniche, molto significative anche per chi si crede un esperto. Il tutto è illustrato da alcune foto di repertorio e da disegni dell’autore che evidenziano gli elementi di cui si sta parlando, molto efficaci. Un libretto ben concepito e realizzato, che ci è piaciuto molto.

IL MITSUBISHI ZERO DI TAKASHI HIRANO TORNA A PEARL HARBOUR

Posted in 442 regimental combat team, mitsubishi zero, nisei, pearl harbour, red tails, Senza Categoria, tuskegee airmen with tags , , on 17 marzo 2014 by ruotenelvento

hirano zero 2hirano zero

I due pannelli in alluminio con lo stencil del Mitsubishi Zero AI-154 di Hirano: in basso quello recentemente aggiudicato all’asta su eBay

Nei giorni scorsi si è svolta su eBay l’asta per aggiudicarsi parte di un pannello di fusoliera appartenuto al Mitsubishi A6M2 Zero s/n 5289 codice AI-154 del sergente di Marina Takashi Hirano, decollato dalla Akagi e uno dei 29 apparecchi giapponesi che non tornarono dall’attacco a Pearl Harbour. Hirano stava eseguendo un mitragliamento a bassissima quota quando urtò con l’elica e la fusoliera una palma. Il pilota giapponese non riuscì a riprendere il controllo e l’aereo precipitò nei pressi di un’officina uccidendo Hirano e 4 soldati statunitensi.

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(Foto da http://www.j-aircraft.com/research/jimlansdale/japanese_losses_ph/Japanese_losses_Pearl_Harbor.htm)

Al di là dell’interesse per un frammento di una delle pagine più drammatiche del Novecento, c’è la storia di chi ha acquistato per 12.225 dollari l’oggetto per donarlo all’USS Arizona Memorial Museum. Il miglior offerente si chiama Damon Senaha e fa l’avvocato ad Honolulu. Il nonno era presente a Pearl Harbour quel 7 dicembre 1941 e nonostante tutte le difficoltà e i sospetti che si scatenarono nei confronti dei cittadini di origine giapponese come lui, i suoi cinque figli prestarono servizio con onore con la bandiera a stelle e strisce. Minoru ed Henry Tomozen Senaha combatterono in Corea (Henry non tornò a casa, ucciso nel ’51), Stanley Shigeru fu nella Guardia Costiera e Kuwasae fu inquadrato durante la Seconda Guerra Mondiale nel 442 Regimental Combat Team. Questo reparto, formato esclusivamente da americani di origine giapponese [questo blog si è già occupato di unità segregated a proposito di RED TAILS], è quello che nella storia dell’US Army ha ricevuto – in proporzione alla ridotta consistenza quantitativa –  il maggior numero di decorazioni. Si è distinto in Francia e anche in Italia, dove dal giugno del ’44 partecipò ad aspri scontri soprattutto in Toscana. Dei cinque figli solo il padre di Damon non riuscì ad arruolarsi a causa della tubercolosi.

Come spesso accade in questi casi, sono stati avanzati dubbi sull’originalità del pezzo e soprattutto sulla provenienza dallo stesso aereo. Il pezzo è stato periziato a lungo prima dell’asta e dichiarato autentico, quindi alcune incongruenze che emergono nelle fotografie quando si accoppiano virtualmente le due parti sopravvissute potrebbero essere dovute a ragioni di appiattimento e di prospettiva oppure al fatto che si tratti di 2 s/n dipinti in 2 zone diverse della fusoliera. Particolare interesse ha suscitato lo studio delle vernici utilizzate per questo velivolo, un’ormai raro esempio di caccia utilizzato dalla Marina Imperiale durante le prime fasi del conflitto con il classico verde/blu aodake all’interno e il grigio molto chiaro all’esterno.

Clicca QUI per un dettagliato report sul Mitsubishi Zero di Takashi Hirano