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LA LIBIA ITALIANA – Daniele Lembo

Posted in guerra in libia, ibn editore, italo balbo, muammar gheddafi, savoia marchetti s.79 with tags , on 11 agosto 2011 by ruotenelvento

La Libia è tornata d’attualità e da come si sta mettendo laggiù, altro che a settembre tutti a casa… Daniele Lembo ci aiuta a comprendere un pò di cose su questa parte di Africa Settentrionale che l’Italia ha occupato dal 1911 fino (nominalmente) al 1947. Le operazioni militari per strappare la Libia alla Turchia cominciarono il 29 settembre (l’ultimatum alla Sublime Porta era stato consegnato il giorno precedente) 1911, ma sarà molto improbabile che nel vicino centenario ci sarà qualcuno disposto a festeggiare. Almeno le Forze Armate potrebbero farlo, perchè si trattò di una delle più convinte e brillanti missioni joint Esercito-Marina, sostenuta senza risparmio di mezzi. L’autore concentra la sua attenzione soprattutto su quello che avvenne dopo il conflitto italo-turco. L’Italia intervenne con determinazione sia per stabilire delle condizioni di sicurezza cercando di eliminare la guerriglia, sia per realizzare quelle infrastrutture che potessero trasformare lo “scatolone di sabbia” in un Paese civile. Lembo sottolinea come molti elementi fossero rivoluzionari e si sottraessero a quella logica di puro sfuttamento che contraddistingueva le altre Potenze coloniali con in testa Francia e Gran Bretagna. Le lottizzazioni iniziarono nel ’19, con uno sviluppo che procedette dal grande latifondo – più diffuso in Tripolitania che in Cirenaica – alle piccole proprietà dopo l’unificazione dei 2 Governatorati del 1929. L’arrivo di Balbo nel ’34 infine rappresenta un momento fondamentale che inaugura una politica sociale molto aperta anche con la popolazione locale. Abituato alle grandi crociere collettive e alle imprese corali, Balbo organizzò nei minimi dettagli la “flotta dei ventimila”, il convoglio che nel ’38 – e in misura leggermente minore l’anno successivo – portò migliaia di famiglie venete, abruzzesi e siciliane nei poderi della Cirenaica e della Tripolitania. La costruzione dei villaggi rurali – così metafisici, dichirichiani – non si limitò a quelli per gli Italiani, ma dal deserto emersero le costruzioni per gli Arabi, che riuscirono a godere anche di una forma di cittadinanza speciale e di rispetto religioso.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale gli Italiani della Libia saranno costretti a vivere sul filo di un doloroso equilibrio. Si alternano conferme e sconfitte, fino al tragico epilogo del 1970 quando Muammar Gheddafi – che aveva preso il potere dopo la deposizione di Re Idris I – costringerà gli Italiani ad abbandonare quelle terre che erano costate sangue e sudore. E in tutte queste drammatiche vicende del dopoguerra il fil rouge dell’inettitudine e dell’acquiescenza dei Governi Italiani, il cui grido più alto nei confronti del leader libico è stato solitamente quello delle scuse.

LA LIBIA ITALIANA – DANIELE LEMBO – IBN EDITORE, 2011 – 140 pp – 14,00 euro

Enrico Azzini per aviodada