Archive for the P-51 mustang Category

GUIDA AGLI AEREI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE – AIRCRAFT FOR BEGINNERS

Posted in B-17, B-25 mitchell, douglas dc 3, focke wulf 189, focke wulf 190, guida agli aerei, mitsubishi zero, P-51 mustang, vigna di valle with tags , on 29 aprile 2016 by ruotenelvento

AIRCRAFT FOR BEGINNERS

Vi piacerebbe avere in tasca un manuale che vi svela con parole semplicissime tutti i segreti e le ragioni progettuali che sono alla base degli aerei della Seconda Guerra Mondiale? E’ in libreria AIRCRAFT FOR BEGINNERS, IBN Editore, p. 114, euro 13,00.

Nel numero del settembre 2014 la rivista specializzata JP4 ne ha parlato in questi termini:

Gli aerei per il principiante, sarebbe stato il titolo in italiano, ossia una presentazione degli aerei della Seconda Guerra Mondiale a beneficio degli assoluti profani, in particolare moglie e fidanzate, per dare i rudimenti e spiegare i motivi di una passione. Un argomento leggero, ma presentando 25 aerei protagonisti, dal Rata al B-29, dal Macchi C.200 al Me 262, l’autore ne approfitta per spiegare i vari elementi di un aereo da combattimento, motore, strumentazione, ali, carrello, protezioni, prestazioni e come le considerazioni relative abbiano condizionato il progetto. Il testo è scritto con garbo e simpatia, ma anche con buone considerazioni tecniche, molto significative anche per chi si crede un esperto. Il tutto è illustrato da alcune foto di repertorio e da disegni dell’autore che evidenziano gli elementi di cui si sta parlando, molto efficaci. Un libretto ben concepito e realizzato, che ci è piaciuto molto.

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LE GENERAZIONI DEI CACCIA

Posted in aeronautica militare italiana, caccia di quinta generazione, eurofighter Typhoon, F-35, fifth generation fighter, JSF, motore rotativo, P-51 mustang, USAF on 26 dicembre 2011 by ruotenelvento

Un Eurofighter Typhoon dell’AMI si appresta a decollare da Pratica di Mare. Chi può essere stato così perfido da definirlo un QUARTA GENERAZIONE E MEZZO? Americani, sicuramente. (Foto Enrico Azzini) 

LA GRANDE TRUFFA DELLE GENERAZIONI DEI CACCIA – IL CERCHIO SI CHIUDE

THE GREAT FIGHTER GENERATIONS SWINDLE – CLOSING THE CIRCLE

Se per l’invenzione di acronimi è certo che non li batte nessuno, i militari rimangono nello standard per quel che riguarda le semplificazioni da gettare in pasto all’opinione pubblica. Il mondo è così cambiato che sugli aeroporti si vedono più special edition tigrate che low visibility, mentre nel complesso l’attività delle aeronautiche di tutto il mondo rientra più nel campo delle ONLUS che in quello di una Forza Armata. Sapere che i nostri cieli sono difesi da un velivolo di QUARTA GENERAZIONE E MEZZO ci preoccupa per quel mezzo che manca e che ci avrebbe consentito di completare la storia del caccia pilotato senza insicurezze e complessi d’inferiorità. Forse arriverà l’F35, ma tira una brutta aria ed è probabile che si passerà direttamente dal Typhoon agli UCAV per i quali si versano meno contributi pensionistici. Sarà così? E chi lo sa? L’eccessiva fiducia nei sistemi più sofisticati – come dimostrò il recupero del cannone durante la Guerra del Vietnam – è sempre mal riposta.  

Il Vulcan M-61 da 20mm che equipaggia l’F-16. Serve ancora il cannone su un jet da Mach 2? Dato per spacciato al primo apparire del missile guidato e riabilitato dalle esperienze di combattimento in Vietnam, il cannone mostra che nulla è immutabile, men che meno in aeronautica. (Foto Enrico Azzini)

Chi ha inventato questa faccenda delle generazioni? I compilatori delle brochure che le Case danno in pasto a quei giornalisti che definiscono piper qualsiasi cosa che vola? Mah… pare comunque che l’invenzione delle generazioni sia saltata fuori a metà degli anni Novanta in Russia.

Interpretazione grafica delle GGGENERAZIONI DI CACCIA (disegno di Enrico Azzini)

A – Fokker Dr.1, reattività – unidirezionale – del motore rotativo

B – Hawker Demon, biplano con motore in linea (un Rolls Royce Kestrel) protagonista marginale dei primi anni Trenta, ma comunque integrato nel periodo, al contrario di certi criminali che in nome della manovrabilità misero in cantiere biplani anche nel 1938 

C – Messerschmitt Bf.109, uno dei punti di riferimento dei caccia della Seconda Guerra Mondiale

D – North American Mustang, introduzione su larga scala dei profili laminari

1 – MiG 15

2 – Convair F-102 Delta Dagger

3 – McDonnell Douglas F-4 Phantom II

4 – General Dynamics F-16 Fighting Falcon

4.5 – Eurofighter Typhoon

5 – Lockeed Martin F-35

Per i meno disillusi, pur con qualche barcollante differenza tra le fonti:  

PRIMA GENERAZIONE – Quella prima infornata tra la prudenza dell’ala dritta e le incognite di quella a freccia; armamento convenzionale.

SECONDA GENERAZIONE – Progressi dell’elettronica con ricadute sull’avionica e sulle armi che diventano guidate. È con questa generazione che qualsiasi persona di buon senso si rende conto che demarcazioni definite di un prodotto in continuo progresso hanno scarso valore.

TERZA GENERAZIONE – Diamoci un taglio, se proprio vi interessa potete controllare qui. Forse è solo la prima che assume dei caratteri peculiari perchè i problemi iniziali da affrontare erano tali che i progettisti non potevano accollarsene altri. Si sostiene che una caratteristica che contraddistingue questa terza generazione sia l’espansione della capacità di attacco al suolo. Nonostante ovvie esitazioni anche i primi jet potevano ricoprire altri ruoli, come dimostrarono nella Guerra di Corea soprattutto i caccia della US Navy. Sembrava già abbastanza complicato appendere 500 kg di armamento di caduta a un aereo con un’asmatica coppia di turbogetti J-34 da 1633 kg di spinta ciascuno.  

Ma l’aspetto più interessante è che, in un certo senso, il cerchio si chiude. Dopo oltre un secolo il dogfighting ha di nuovo per protagonisti degli apparecchi sostanzialmente instabili come lo erano i fragili caccia che affidavano le loro prestazioni a quella stravaganza meccanica che era il motore rotativo. Girando il blocco cilindri insieme all’elica, l’effetto giroscopico di un pezzo di metallo che rappresentava un terzo della massa totale dell’aeroplano costituiva un prezioso vantaggio per i piloti che sapevano sfruttarlo. Virava stretto da una parte sola, ma lo faceva in un lampo. I progressi dell’elettronica e l’affidabilità del fly-by-wire dopo oltre 60 anni hanno permesso di mettere in linea quei velivoli – tra i quali quello che ha ottenuto il maggior successo è stato l’F-16 – che sono instabili aerodinamicamente, esaltando la manovrabilità nel combattimento ravvicinato. E mentre la 5. Generazione arranca, c’è addirittura chi prevede la Sesta.

FOCKE WULF FW 190 – Werknummer 173056 – first flight

Posted in air crash, big beautiful doll, focke wulf 190, galloping ghost, incidente duxford, liberty belle, P-51 mustang with tags , on 26 ottobre 2011 by ruotenelvento

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Se questo 2011 purtroppo ci ha portato via un pò di warbirds USA (il B-17 Liberty Belle, il P-51 Big Beautiful Doll e l’altro Mustang Galloping Ghost, che in realtà di originale aveva ben poco) ogni tanto fa piacere vedere arrivare un pò di sangue nuovo dagli avversari di un tempo. Nei giorni scorsi ha effettuato il primo volo il Focke Wulf Fw 190 A-8 Werknummer 173056, oggi con marche N4190 di stanza a Baton Rouge, Luisiana, e di proprietà di Don Hansen. Si tratta di un caccia costruito nel 1944 e scoperto a Reims, dove era stato sepolto. Il restauro è cominciato nel 2000 e molte parti sono state realizzate dalla Flugwerk (http://www.flugwerk.de/), la ditta tedesca che già aveva ricostruito radicalmente l’altro A-8 F-AZZJ precipitato poco al largo della costa francese nel giugno 2010. La Flugwerk ha anche fornito il propulsore che vista l’indisponibilità del BMW 801 è un radiale russo ASh-82FN. Le riprese in soggettiva sulla deriva sono qualcosa di strepitoso!

RED TAILS – il film sui Tuskegee Airmen prodotto da George Lucas

Posted in B-17, film di guerra, george lucas, luft 46, P-51 mustang, red tails, segregazione razziale, tuskegee airmen with tags , , , on 30 luglio 2011 by ruotenelvento

DISCLAIMER – QUESTO POST E’ ISPIRATO A UN VERO FILM DI PROSSIMA USCITA

Quando avere alla Casa Bianca un Presidente “afro-americano”* era al di là di ogni immaginazione e nonostante il volemose bene che dovrebbe accumunare degli uomini in guerra, la segregazione razziale ANCHE nelle Forze Armate USA durante la Seconda Guerra Mondiale rappresentava uno degli aspetti più gretti e imbecilli della democrazia americana.

I Tuskegee Airmen furono la prima unità – inquadrata nel 322nd Fighter Group – formata da piloti “afro-americani”*. Cominciarono ad operare sui P-40, poi sui P-39 e sui Thunderbolt fino a prendere i comandi dei Mustang, coi quali si distinsero soprattutto nei voli di scorta a bombardieri nei cieli europei. In 15333 sortite abbatterono 112 velivoli avversari, altri 150 li distrussero al suolo insieme ad altri bersagli e furono tra le chiocce migliori che potessero sperare di poter avere attorno i box di B-17 e B-24.

Un film dedicato ai Tuskegee – prodotto da HBO – era già uscito nel 1996, anche se non era arrivato in Italia. Ora ci riprova la Lucasfilm con RED TAILS. Il  trailer è – come dire – bello pieno. Il primo film di guerra saturo di CGI che aviodada ha visto è stato Pearl Harbour (2001): visto per dieci minuti, poi mi è venuto un senso di nausea e ciao. E’ il botteghino, bellezza, ciccia la verosimiglianza storica.  Ai rivetcounters hanno già dovuto sparargli la ketamina quando nel trailer hanno visto giù qualche 262 un pò troppo colorato di giallo. Ha senso tutto questo? Rende un maggior merito a questi valorosi aviatori che non gli bastava scontrarsi con i Nazisti ma dovevano anche sconfiggere i pregiudizi? Voi direte: ma il film non è ancora uscito, hai visto solo un trailer? Infatti: ma sono pessimista e secondo aviodada si può solo peggiorare. Se ne riparla a Gennaio 2012, ma probabilmente vi risulterà molto più credibile IRON SKY, il filmone finlandese di Timo Vuorensola di Luft 46 radicale che descrive il ritorno sulla Terra dei Nazisti dalla faccia oscura della luna.

P.S. – Certo che Salvate il soldato Ryan era un pò miserello: nel prequel, sequel o remake aggiungete più roba.

* Nel caso il politically correct trovi nei prossimi anni questa definizione offensiva, scrivetemi in modo che la possa correggere (anche se siete caucasici).

Big Beautiful Doll non c’è più

Posted in air crash, big beautiful doll, incidente duxford, P-51 mustang, USAF with tags , on 11 luglio 2011 by ruotenelvento

Veramente un pessimo periodo per i warbird. Ieri nel corso della classica manifestazione Flying Legends a Duxford una collisione in volo ha coinvolto un Mustang e uno Skyraider. Il pilota del P-51 ha avuto la prontezza di lanciarsi immediatamente e nonostante la quota piuttosto bassa – intorno ai 500 ft – è giunto sano e salvo a terra. Il pilota dello Skyraider invece è riuscito a controllare il suo gigantesco monomotore al quale mancava un buon quarto dell’ala destra e a riportarlo sulla pista. Big Beautiful Doll replicava il caccia (WZ-I, sn 472218) utilizzato dall’asso John Landers ed era da anni uno dei protagonisti delle manifestazioni aeronautiche in tutto il mondo. Trattandosi di uno dei Mustang più gloriosi e celebrati, la BELLA BAMBOLONA era stata replicata più volte, sia in condizioni di volo che in statica, come l’esemplare agganciato al soffitto dell’Imperial War Museum di Londra. L’esemplare precipitato a Duxford era stato costruito su licenza in Australia come CA-18 sn A68-192 e nella sua tormentata carriera ha conosciuto una ricostruzione dopo un incidente in atterraggio nel 1973 e una lunga catena di passaggi di proprietà.

Bruce Carr: l’uomo che rubò il 190

Posted in bruce carr, focke wulf 190, P-51 mustang, Senza Categoria with tags , , on 29 giugno 2011 by ruotenelvento

Bruce Carr fu il protagonista di uno dei più rocamboleschi episodi della Seconda Guerra Mondiale. Pilota assegnato al 353rd FS del 354 Fighter Group – il primo reparto a volare sui Mustang motorizzati col Merlin e inquadrato nella Tactical Ninth Air Force – era quotidianamente impegnato in missioni di caccia e strafing col suo P-51 D battezzato Angels’ Playmate. Nel tardo autunno del ’44, colpito dalla flak durante un’incursione in Cecoslovacchia, fu costretto a lanciarsi e poi si diresse verso una base della Luftwaffe che aveva individuato in volo per consegnarsi come prigioniero. Ma una volta giunto in prossimità della base notò alcuni armieri che stavano rifornendo un Focke Wulf 190. A vent’anni, esuberante (Carr non aveva effettuato il suo primo volo di guerra col 354th FG, ma col 363rd FG, dal quale era stato trasferito perchè overaggressive), questo  combattivo ragazzo di Union Springs, NY, vede l’occasione per tornare a casa con un colpo di eccezionale audacia. Si arrampica nell’abitacolo, dormicchia in attesa dell’alba e poi, tra mille dubbi, riesce ad accendere il motore del 190.  Decolla e incredibilmente ritrova la sua base senza essere abbattuto dai propri commilitoni, ma in finale non gli riesce di estrarre il carrello e atterra sulla pancia. Bella storia, eh? Peccato che la guerra fosse già finita. I “ragazzi” cominciavano ad annoiarsi e i più esuberanti per sfogarsi volevano divertirsi un pò sugli aerei catturati. James Dalglish, maggiore della stessa unità, aveva trovato un FW 190 e Carr non volle essere da meno. Si recò a Linz, dove sapeva che c’era un butcher bird in condizioni di volo e, scortato dai P-51 di alcuni compagni, decollò verso l’aeroporto dov’era di stanza, ad Ansbach (R-45, che fu sede del 354th FG dal 30 aprile al 15 maggio). La conclusione di quel volo è la stessa, e Bruce Carr si è sempre divertito ad alimentare il mito del furto del 190 (un ibrido A-6/A-8 con codice 31 rosso), oppure – più semplicemente – a non smentirlo. Questo nulla toglie a Carr, comunque un pilota pluridecorato con 15 vittorie, uno dei componenti del primo reparto acrobatico dell’USAF – gli Acrojets, dai quali nasceranno i Thunderbirds – e andato in congedo col grado di colonnello dopo aver volato anche in Corea e Vietnam.    

webbografia:

http://www.warbirdinformationexchange.org/phpBB3/viewtopic.php?f=3&t=8529&start=0

http://www.354thpmfg.com/