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CACCIA NEL SAHARA – Ritrovato un Curtiss P-40 Kittyhawk della RAF

Posted in curtiss p-40, guerra in libia, industrie meccaniche aeronautiche meridionali, relitti luftwaffe, sahara p-40, savoia marchetti s.79, Senza Categoria with tags , on 25 aprile 2012 by ruotenelvento

Con tutti i milioni di mezzi militari utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale è inevitabile che periodicamente salti fuori un relitto più o meno completo. Nelle ultime settimane gli appassionati hanno avuto qualche palpitazione extra quando l’ambiente aeronautico è stato scosso da un bel mazzetto di notizie. Una è stata la possibilità che sepolti in Myanmar (o Birmania, oppure Burma come continuano a chiamarla i britannici) potessero esserci 20 Spitifire, poi c’è stato il ripescaggio di un Heinkel He 219 attorno allo Jutland, poi il ritrovamento da parte dei palombari della Marina del Reggiane Re.2000 di fronte a Portovenere e poi… poi il gran botto con un Curtiss Kittyhawk. Si tratta di un Curtiss P-40, in mancanza di un serial number preciso probabilmente (anche la mania di battezzare in modo diverso tutto quello che gli arrivava dagli USA non aiuta) un E-1 appartenente al 260 Sqn della Royal Air Force e ritrovato nel deserto egiziano. Una vicenda che coinvolge un pò tutti, anche noi Italiani, sotto diversi punti di vista oltre a quello più ovvio dell’eventualità che potremmo anche averlo buttato giù noi… Riguarda infatti le modalità di recupero – con le ingenti spese che una operazione del genere comporta – per evitare che un aereo in condizioni dignitose non faccia la fine del Savoia Marchetti S.79 MM 23881 di Oscar Cimolini, pressoché intatto al momento del ritrovamento nel deserto libico e ridotto ormai a pochi incroci di tubi. Con gli IMAM Ro.37 trovati in Afghanistan è andata molto meglio, ma lì c’era una forte presenza dell’AMI che aiutava sia dal punto di vista logistico che politico. Ricorda inoltre anche la vicenda di uno dei ritrovamenti più spettacolari avvenuti nel nostro Paese negli ultimi anni, sempre relativo a un P-40: stavolta una versione L (sn 42-10857, battezzato Skipper e ammarato il 31 gennaio 1944 al largo di Latina con ai comandi Michael Mauritz)  ed esposto a Piana delle Orme (LT) nelle condizioni in cui è stato recuperato dopo aver trascorso oltre 50 anni in acqua. E questo introduce un altro argomento, cioè se sia meglio conservarli come sono stati trovati oppure impegnarsi in un costossissimo e lungo programma di restauro. Sbrigatevi, prima che le mensole del camino dei cacciatori di souvenir si riempiano di pezzettini di P-40!

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