Archive for the Senza Categoria Category

IL MITSUBISHI ZERO DI TAKASHI HIRANO TORNA A PEARL HARBOUR

Posted in 442 regimental combat team, mitsubishi zero, nisei, pearl harbour, red tails, Senza Categoria, tuskegee airmen with tags , , on 17 marzo 2014 by ruotenelvento

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I due pannelli in alluminio con lo stencil del Mitsubishi Zero AI-154 di Hirano: in basso quello recentemente aggiudicato all’asta su eBay

Nei giorni scorsi si è svolta su eBay l’asta per aggiudicarsi parte di un pannello di fusoliera appartenuto al Mitsubishi A6M2 Zero s/n 5289 codice AI-154 del sergente di Marina Takashi Hirano, decollato dalla Akagi e uno dei 29 apparecchi giapponesi che non tornarono dall’attacco a Pearl Harbour. Hirano stava eseguendo un mitragliamento a bassissima quota quando urtò con l’elica e la fusoliera una palma. Il pilota giapponese non riuscì a riprendere il controllo e l’aereo precipitò nei pressi di un’officina uccidendo Hirano e 4 soldati statunitensi.

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(Foto da http://www.j-aircraft.com/research/jimlansdale/japanese_losses_ph/Japanese_losses_Pearl_Harbor.htm)

Al di là dell’interesse per un frammento di una delle pagine più drammatiche del Novecento, c’è la storia di chi ha acquistato per 12.225 dollari l’oggetto per donarlo all’USS Arizona Memorial Museum. Il miglior offerente si chiama Damon Senaha e fa l’avvocato ad Honolulu. Il nonno era presente a Pearl Harbour quel 7 dicembre 1941 e nonostante tutte le difficoltà e i sospetti che si scatenarono nei confronti dei cittadini di origine giapponese come lui, i suoi cinque figli prestarono servizio con onore con la bandiera a stelle e strisce. Minoru ed Henry Tomozen Senaha combatterono in Corea (Henry non tornò a casa, ucciso nel ’51), Stanley Shigeru fu nella Guardia Costiera e Kuwasae fu inquadrato durante la Seconda Guerra Mondiale nel 442 Regimental Combat Team. Questo reparto, formato esclusivamente da americani di origine giapponese [questo blog si è già occupato di unità segregated a proposito di RED TAILS], è quello che nella storia dell’US Army ha ricevuto – in proporzione alla ridotta consistenza quantitativa –  il maggior numero di decorazioni. Si è distinto in Francia e anche in Italia, dove dal giugno del ’44 partecipò ad aspri scontri soprattutto in Toscana. Dei cinque figli solo il padre di Damon non riuscì ad arruolarsi a causa della tubercolosi.

Come spesso accade in questi casi, sono stati avanzati dubbi sull’originalità del pezzo e soprattutto sulla provenienza dallo stesso aereo. Il pezzo è stato periziato a lungo prima dell’asta e dichiarato autentico, quindi alcune incongruenze che emergono nelle fotografie quando si accoppiano virtualmente le due parti sopravvissute potrebbero essere dovute a ragioni di appiattimento e di prospettiva oppure al fatto che si tratti di 2 s/n dipinti in 2 zone diverse della fusoliera. Particolare interesse ha suscitato lo studio delle vernici utilizzate per questo velivolo, un’ormai raro esempio di caccia utilizzato dalla Marina Imperiale durante le prime fasi del conflitto con il classico verde/blu aodake all’interno e il grigio molto chiaro all’esterno.

Clicca QUI per un dettagliato report sul Mitsubishi Zero di Takashi Hirano

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HOME COCKPIT FOR FLIGHT SIMULATOR

Posted in Senza Categoria on 12 dicembre 2013 by ruotenelvento

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Special sale for two Kurtz Airadelics home cockpits. The first is a Luftwaffe Messerschmitt Bf.109, the second one a Royal Air Force Spitfire (or a Hurricane?).  Kurtz Airadelics’ aim is to build cockpits which are at the same time reasonable cockpit platforms, strong and easy to manage, and objects giving you the impression that a real airplane is just landed in your living-room. Cockpits are not supposed to be the perfect replica of a particular aircraft for the demanding simmer: they are built for all the  lovers of Combat Flight Simulator who want to switch on their PC and pilot without too many complications. A Kurtz Airadelics’ cockpit is a firm support on which you can set up your monitor, your joystick, your throttle and your rudder pedals. You can play sitting inside a likely cabin equipped with bulkheads, formers, a seat and a windscreen formed by little transparent panels.More info on

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Le recensioni di aviodada: Tom Clancy – STORMO DA CACCIA

Posted in Senza Categoria on 3 ottobre 2013 by ruotenelvento

aviodada

Una interessante descrizione del potere aereo dello scorso Millennio è Stormo da Caccia, di Tom Clancy, pubblicato nell’ormai lontanissimo 1995. Binocoli, occhiali da aviatore e cappellino da baseball della nave da battaglia Iowa sulla quarta di copertina, l’autore americano ci illustra da vicino – e anche da dentro, dal momento che trascorre un po’ di tempo con il 366° Stormo dell’USAF – la più potente aeronautica militare del mondo dopo il collasso dell’Unione Sovietica. Tutto quello che dovete fare è resistere a una minacciosa retorica del tipo “quello che è certo, è che farete bene a comportarvi in modo da non diventare oggetto delle fatali attenzioni degli aerei da guerra americani” e a quelle immancabili e stucchevoli rassicurazioni che il denaro del contribuente si trova in buone mani. Certo, Stormo da Caccia è stato scritto in un momento storico nel quale elementi come la capacità del pilota…

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CACCIA NEL SAHARA – Ritrovato un Curtiss P-40 Kittyhawk della RAF

Posted in curtiss p-40, guerra in libia, industrie meccaniche aeronautiche meridionali, relitti luftwaffe, sahara p-40, savoia marchetti s.79, Senza Categoria with tags , on 25 aprile 2012 by ruotenelvento

Con tutti i milioni di mezzi militari utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale è inevitabile che periodicamente salti fuori un relitto più o meno completo. Nelle ultime settimane gli appassionati hanno avuto qualche palpitazione extra quando l’ambiente aeronautico è stato scosso da un bel mazzetto di notizie. Una è stata la possibilità che sepolti in Myanmar (o Birmania, oppure Burma come continuano a chiamarla i britannici) potessero esserci 20 Spitifire, poi c’è stato il ripescaggio di un Heinkel He 219 attorno allo Jutland, poi il ritrovamento da parte dei palombari della Marina del Reggiane Re.2000 di fronte a Portovenere e poi… poi il gran botto con un Curtiss Kittyhawk. Si tratta di un Curtiss P-40, in mancanza di un serial number preciso probabilmente (anche la mania di battezzare in modo diverso tutto quello che gli arrivava dagli USA non aiuta) un E-1 appartenente al 260 Sqn della Royal Air Force e ritrovato nel deserto egiziano. Una vicenda che coinvolge un pò tutti, anche noi Italiani, sotto diversi punti di vista oltre a quello più ovvio dell’eventualità che potremmo anche averlo buttato giù noi… Riguarda infatti le modalità di recupero – con le ingenti spese che una operazione del genere comporta – per evitare che un aereo in condizioni dignitose non faccia la fine del Savoia Marchetti S.79 MM 23881 di Oscar Cimolini, pressoché intatto al momento del ritrovamento nel deserto libico e ridotto ormai a pochi incroci di tubi. Con gli IMAM Ro.37 trovati in Afghanistan è andata molto meglio, ma lì c’era una forte presenza dell’AMI che aiutava sia dal punto di vista logistico che politico. Ricorda inoltre anche la vicenda di uno dei ritrovamenti più spettacolari avvenuti nel nostro Paese negli ultimi anni, sempre relativo a un P-40: stavolta una versione L (sn 42-10857, battezzato Skipper e ammarato il 31 gennaio 1944 al largo di Latina con ai comandi Michael Mauritz)  ed esposto a Piana delle Orme (LT) nelle condizioni in cui è stato recuperato dopo aver trascorso oltre 50 anni in acqua. E questo introduce un altro argomento, cioè se sia meglio conservarli come sono stati trovati oppure impegnarsi in un costossissimo e lungo programma di restauro. Sbrigatevi, prima che le mensole del camino dei cacciatori di souvenir si riempiano di pezzettini di P-40!

Bruce Carr: l’uomo che rubò il 190

Posted in bruce carr, focke wulf 190, P-51 mustang, Senza Categoria with tags , , on 29 giugno 2011 by ruotenelvento

Bruce Carr fu il protagonista di uno dei più rocamboleschi episodi della Seconda Guerra Mondiale. Pilota assegnato al 353rd FS del 354 Fighter Group – il primo reparto a volare sui Mustang motorizzati col Merlin e inquadrato nella Tactical Ninth Air Force – era quotidianamente impegnato in missioni di caccia e strafing col suo P-51 D battezzato Angels’ Playmate. Nel tardo autunno del ’44, colpito dalla flak durante un’incursione in Cecoslovacchia, fu costretto a lanciarsi e poi si diresse verso una base della Luftwaffe che aveva individuato in volo per consegnarsi come prigioniero. Ma una volta giunto in prossimità della base notò alcuni armieri che stavano rifornendo un Focke Wulf 190. A vent’anni, esuberante (Carr non aveva effettuato il suo primo volo di guerra col 354th FG, ma col 363rd FG, dal quale era stato trasferito perchè overaggressive), questo  combattivo ragazzo di Union Springs, NY, vede l’occasione per tornare a casa con un colpo di eccezionale audacia. Si arrampica nell’abitacolo, dormicchia in attesa dell’alba e poi, tra mille dubbi, riesce ad accendere il motore del 190.  Decolla e incredibilmente ritrova la sua base senza essere abbattuto dai propri commilitoni, ma in finale non gli riesce di estrarre il carrello e atterra sulla pancia. Bella storia, eh? Peccato che la guerra fosse già finita. I “ragazzi” cominciavano ad annoiarsi e i più esuberanti per sfogarsi volevano divertirsi un pò sugli aerei catturati. James Dalglish, maggiore della stessa unità, aveva trovato un FW 190 e Carr non volle essere da meno. Si recò a Linz, dove sapeva che c’era un butcher bird in condizioni di volo e, scortato dai P-51 di alcuni compagni, decollò verso l’aeroporto dov’era di stanza, ad Ansbach (R-45, che fu sede del 354th FG dal 30 aprile al 15 maggio). La conclusione di quel volo è la stessa, e Bruce Carr si è sempre divertito ad alimentare il mito del furto del 190 (un ibrido A-6/A-8 con codice 31 rosso), oppure – più semplicemente – a non smentirlo. Questo nulla toglie a Carr, comunque un pilota pluridecorato con 15 vittorie, uno dei componenti del primo reparto acrobatico dell’USAF – gli Acrojets, dai quali nasceranno i Thunderbirds – e andato in congedo col grado di colonnello dopo aver volato anche in Corea e Vietnam.    

webbografia:

http://www.warbirdinformationexchange.org/phpBB3/viewtopic.php?f=3&t=8529&start=0

http://www.354thpmfg.com/