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Le recensioni di aviodada: Tom Clancy – STORMO DA CACCIA

Posted in letteratura aeronautica, stormo da caccia, tom clancy, USAF with tags on 26 aprile 2011 by ruotenelvento

Una interessante descrizione del potere aereo dello scorso Millennio è Stormo da Caccia, di Tom Clancy, pubblicato nell’ormai lontanissimo 1995. Binocoli, occhiali da aviatore e cappellino da baseball della nave da battaglia Iowa sulla quarta di copertina, l’autore americano ci illustra da vicino – e anche da dentro, dal momento che trascorre un po’ di tempo con il 366° Stormo dell’USAF – la più potente aeronautica militare del mondo dopo il collasso dell’Unione Sovietica. Tutto quello che dovete fare è resistere a una minacciosa retorica del tipo “quello che è certo, è che farete bene a comportarvi in modo da non diventare oggetto delle fatali attenzioni degli aerei da guerra americani” e a quelle immancabili e stucchevoli rassicurazioni che il denaro del contribuente si trova in buone mani. Certo, Stormo da Caccia è stato scritto in un momento storico nel quale elementi come la capacità del pilota e la superiorità aerea avevano ancora un senso e gli eventi successivi, l’11 settembre e i conflitti asimmetrici, non avevano scavalcato il concetto di tattico e strategico. Il potere aereo sta attraversando una fase buia e confusa nella quale anche un bombardiere strategico come il B-52, grazie al munizionamento di precisione, finisce per operare come arma tattica e piattaforma CAS. Ma non abbiate paura, solo un po’ di pazienza e gli ultimi superstiti dei caccia di quinta generazione e la prima degli UCAV da dogfight della prima troveranno qualche avversario lì ad oriente. Il processo di adeguamento nell’USAF in realtà era già in atto, con la realizzazione di quegli stormi compositi che eliminavano la netta barriera concettuale tra caccia e bombardieri e che potevano essere rischierati rapidamente in aree di crisi.

La narrazione è un po’ confusa, la traduzione non proprio coerente (che shaped charge significhi carica cava e non sagomata è un dato acquisito), altre volte l’autore cade in lapsus che sembrano strumentali: il primo bombardamento della storia, quello di Gavotti il Libia nel 1911, non fu effettuato da un “rudimentale biplano”, ma da un monoplano che evidentemente ne avrebbe incrinato l’atmosfera pionieristico/romantica. Nel complesso un lavoro compilativo nel quale i capitoli più interessanti dell’opera sono quelli dedicati alla struttura dell’USAF e alla rivoluzione che ne cambiò radicalmente l’identità al termine della Guerra Fredda. La struttura dell’USAF delineata da Clancy nel 1995 è rimasta pressoché invariata, tranne la creazione dell’Air Force Global Strike Command alla fine del 2008 dopo gli incidenti relativi alla trascuratezza con la quale venivano gestite le testate nucleari. Il più increscioso fu quello avvenuto  tra le basi di Minot e di Barksdale nel 2007, quando sei missili rimasero armati per 36 ore su un B-52 H in transito, mentre le testate dovevano essere state sbarcate: oltre alla presenza senza la necessaria protezione a bordo del bombardiere, per un giorno e mezzo nessuno si chiese che fine avessero fatto 6 testate di potenza variabile tra i 5 e i 150 chilotoni. Eccessivamente trionfalistica l’intervista ai vertici dell’USAF durante Desert Shield e Desert Storm, Charles A. Horner e Jonh A. Warden III. Le analisi successive hanno ridimensionato l’ottimismo iniziale, con un rapporto di abbattimenti – 23:3 – che, in un contesto nettamente a favore dell’Alleanza, risulta tutto sommato mediocre. Molto suggestiva la descrizione della base/poligono di Nellis, in Nevada, dove si svolge la più importante esercitazione a fuoco del mondo, la GreenFlag.L’opera prende un altro passo – non migliore – quando diventa fiction, anche se è indicativo che lo scenario previsto per un rischieramento rapido del 366° è quel Vietnam che ancora tormenta la coscienza militare e civile statunitense. Nella fiction e a quasi 40 anni dall’evacuazione di Saigon stavolta le cose vanno molto meglio per gli USA. By the way, un grosso spot per l’USAF, un pò datato, in bianco e nero (il nero degli F-117 Nighthawk, ormai radiati…)

Enrico Azzini per aviodada