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CONVAIR RB-36H PEACEMAKER WALK AROUND

Posted in aircraft design, castle air museum, convair B-36, design aeronautico, nuke 'em all, strategical air command, USAF with tags , on 24 luglio 2014 by ruotenelvento

Il Convair B-36 è stato l’ultimo bombardiere strategico dell’USAF con motori a pistoni. Il progetto è stato sviluppato durante la Seconda Guerra Mondiale e ha mostrato tutte le debolezze di un velivolo concepito in anni tecnicamente troppo eccitati, tra pistoni e turbogetti, tra ala diritta e a freccia, tra velivoli tradizionali e missili balistici. Come mezzo di transizione alla fine non se l’è cavata male, prodotto in 385 esemplari e fornendo la spina dorsale dello Strategic Air Command dal ’49 al ’59. Certo, maggior fortuna ha baciato chi ne ha raccolto l’eredità, tanto che l’evoluzione dell’armamento di caduta ha permesso al B-52 di rimanere in linea fino ad oggi assumendo ormai un ruolo di Close Air Support.

Dal punto di vista del design il B-36 rivela una natura ibrida e poco equilibrata. Anche se pompata, la fusoliera non è diversa da quella essenziale che già nel B-29 aveva permesso di superare nel modo più elementare il problema della pressurizzazione: un bel cilindro paro paro. Per ovviare alla difficoltà di pressurizzarlo per intero, anche qui le sezioni abitate di prua e quella posteriore che ospita i puntatori sono collegati da un lungo tunnel che permette di attraversare la stiva sdraiati su un carrellino. Gli elementi che “pungono” sono tre. Quello più caratterizzante è senz’altro la cupola che protegge il cockpit, simile alle tette che Michelangelo appiccicava un po’ di controvoglia sui personaggi femminili (la cappottina del prototipo si avviava invece col resto della fusoliera). Si tratta di un oggetto ricco, complesso, attraente, pieno di pannelli trasparenti e dominato da una coppia di cannoni da 20 mm, fatto apposta per riflettere bagliori termonucleari al grido di NUKE ‘EM ALL!. Un secondo elemento purtroppo non è visibile a terra e sono le torrette telecomandate retrattili a coppie e armate sempre con cannoni da 20 mm. Il terzo è l’ala, con leggera freccia e Wasp Major (28 cilindri su 4 file da 7 per oltre una tonnellata e mezzo e oltre 4000 cavalli a pezzo) e relativi impianti completamente annegati fino alle ogive delle eliche spingenti, che fa tanto flying wing YB-35. Dalla versione D l’esamotore venne potenziato con una coppia di General Electric J-47 per ala e anche la nacelle dei turbogetti – simile a quella del B-47, ma con petali che si chiudevano per diminuire la resistenza in crociera, ovviamente a reattori spenti – è fortemente connotata, su quel confine fluido tra stilemi che in quegli anni vengono ripetuti nel settore automobilistico.

L”esemplare del walkaround del Castle Air Museum di Atwater  è un RB-36H versione da ricognizione fotografica, s/n 51-13730.