Archive for the streamlining Category

AVIATION ART IN ITALY

Posted in aviation art, aviazione e letteratura, design aeronautico, letteratura aeronautica, schneider trophy, streamlining, vigna di valle with tags , on 7 gennaio 2013 by ruotenelvento

This is AVIODADA aviation art collection. Here on display:

IDROPOLTRONA

LEAVE YOUR JOB

WINGCHAIR

VENT AU VISAGE REND L’HOMME SAGE?

For any further information enrico@ruotenelvento.it

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IL DESIGN AERONAUTICO – 3

Posted in design aeronautico, schneider trophy, streamlining with tags , on 9 marzo 2011 by ruotenelvento

GLI ANNI TRENTA

Gli anni Trenta sono il decennio che vede l’innestarsi nell’Art Decò, sotto l’influsso dei designer statunitensi come Raymond Loewy e Walter Dorwin Teague, lo streamlining. Teague affermava “una ragione per cui noi diamo un profilo aerodinamico a tanti oggetti, cose che non si muoveranno mai e che non hanno scuse per essere aerodinamicizzate in quanto non hanno nessuna necessità di essere adattate al flusso delle correnti d’aria, sta proprio nella qualità dinamica della linea che appare nelle forme aerodinamiche, e questa qualità dinamica è caratteristica del nostro tempo.”.

Ma gli anni Trenta sono anche unanimemente definiti l’età d’oro dell’aviazione e, come abbiamo visto, segnano l’ingresso dell’aereo nell’industrial design. È terminata la fase zoomorfica e quella legata alla tradizione omologa. Come le prime automobili somigliavano alle carrozze, i primi aerei avevano tratto ispirazione tanto dagli uccelli, come nel caso dell’Etrich Taube, quanto dalle imbarcazioni, come l’Antoinette).

La ragione principale di questo fascino si può facilmente riassumere in una maturità tecnologica che permette finalmente di realizzare tutti i sogni che ruotavano attorno all’aeroplano. Gli anni Venti erano stati caratterizzati dal  fascino e dall’audacia di imprese ancora imprevedibili nei risultati. Infrangere l’ultimo tabù – l’Oceano Atlantico attraversato senza scalo da Lindbergh nel 1927 – aveva portato un clima di fiducia spalancando le porte a un’epoca di consolidamento e regolarità. Ora si può volare più alti, più veloci, più a lungo, più lontano. Di pari passo con il lavoro sotterraneo svolto da chi sperimenta le nuove tecnologie, traccia le rotte commerciali più convenienti, i primati si susseguono e le competizioni attirano il grande pubblico come i finanziamenti, sia privati che statali. La vecchia Europa impazzisce ancora per il Trofeo Schneider, una gara di velocità riservata agli idrovolanti. L’enfasi data a questa categoria di velivoli nei quali galleggianti e tiranti rappresentano un evidente ostacolo aerodinamico è di carattere puramente pratico. Mentre l’aviazione commerciale a lungo raggio continua – ancora per poco – ad affidarsi a questo tipo di aerei perché sulle grandi distanze oceaniche un’emergenza poteva risolversi in un ammaraggio, per raggiungere la velocità massima l’acqua offre un vantaggio decisivo. Solo da questa superficie di decollo pressoché infinita possono prendere il volo apparecchi nei quali ali ed eliche sono progettate esclusivamente per le velocità più alte. 

Dall’altra parte dell’Oceano il pubblico americano, affamato di spettacolo e spesso anche di tragedia, va in delirio per le corse attorno ai piloni delle quali la testimonianza più significativa è il rarefatto Oggi si vola di William Faulkner, pubblicato nel 1935.

Tutto ciò si svolge in un clima politico e sociale terribilmente fragile. La crisi del 1929 si è sovrapposta a un contesto economico che ancora non si è ripreso completamente dal disastro della Prima Guerra Mondiale e perfino la democratica Europa è assediata dallo spettro dei regimi totalitari che al 1939 lasceranno immuni solo un ristretto numero di Paesi (Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda, Danimarca).