CAPIRE GLI AEROPLANI – AIRCRAFT FOR BEGINNERS

Posted in aeronautica militare italiana, B-17, B-25 mitchell, focke wulf 189, focke wulf 190, guida agli aerei, messerschmitt bf 109 with tags , on 16 dicembre 2015 by ruotenelvento

AIRCRAFT FOR BEGINNERS

Con un testo semplice e leggero arricchito da inedite tavole schematiche AIRCRAFT FOR BEGINNERS prova a spiegare per quale motivo gli aeroplani – in questo caso i 25 più significativi della Seconda Guerra Mondiale – siano progettati, costruiti e utilizzati in una maniera ben precisa. Se il lettore volesse poi vedere dal vero gli aerei esaminati in coda ad ogni capitolo trova le informazioni sugli esemplari in esposizione statica o in condizioni di volo più vicini al nostro Paese. Una guida per chi guarda l’aereo per la prima volta e con curiosità, ma nella quale anche gli appassionati più smaliziati potranno trovare più di un elemento di interesse.

Nel numero dello scorso settembre la rivista specializzata JP4 ne ha parlato in questi termini:

Gli aerei per il principiante, sarebbe stato il titolo in italiano, ossia una presentazione degli aerei della Seconda Guerra Mondiale a beneficio degli assoluti profani, in particolare moglie e fidanzate, per dare i rudimenti e spiegare i motivi di una passione. Un argomento leggero, ma presentando 25 aerei protagonisti, dal Rata al B-29, dal Macchi C.200 al Me 262, l’autore ne approfitta per spiegare i vari elementi di un aereo da combattimento, motore, strumentazione, ali, carrello, protezioni, prestazioni e come le considerazioni relative abbiano condizionato il progetto. Il testo è scritto con garbo e simpatia, ma anche con buone considerazioni tecniche, molto significative anche per chi si crede un esperto. Il tutto è illustrato da alcune foto di repertorio e da disegni dell’autore che evidenziano gli elementi di cui si sta parlando, molto efficaci. Un libretto ben concepito e realizzato, che ci è piaciuto molto.

Enrico Azzini – AIRCRAFT FOR BEGINNERS – 25 aerei della II Guerra Mondiale, IBN Editore, p. 114, EURO 13,00

SUPERMARINE SPITFIRE HOME COCKPIT – SPECIAL SALE – OFFERTA SPECIALE

Posted in flight simulator, home cockpit, simulatori di volo, warbird with tags , on 5 ottobre 2015 by ruotenelvento

SPITFIRE HOME COCKPIT

Special sale for a Kurtz Airadelics Royal Air Force Supermarine Spitfire (or Hawker Hurricane) home cockpit. Kurtz Airadelics’ aim is to build cockpits which are at the same time reasonable cockpit platforms, strong and easy to manage, and objects giving you the impression that a real airplane is just landed in your living-room. Cockpits are not supposed to be the perfect replica of a particular aircraft for the demanding simmer: they are built for all the  lovers of Combat Flight Simulator who want to switch on their PC and pilot without too many complications. A Kurtz Airadelics’ cockpit is a firm support on which you can set up your monitor, your joystick, your throttle and your rudder pedals. You can play sitting inside a likely cabin equipped with bulkheads, formers, a seat and a windscreen formed by little transparent panels.

More info on http://www.ruotenelvento.it/cockpit.html

SUPERMARINE SPITFIRE – 500

enrico@ruotenelvento.it – +39 349 1857013

Offerta speciale per un home cockpit di un Supermarine Spitfire della Royal Air Force. L’obiettivo di Kurtz Airadelics è quello di realizzare degli abitacoli che siano al tempo stesso una piattaforma per simulatori di volo economica, robusta e facile da gestire e un oggetto che dia immediatamente l’idea di un vero aeroplano appena atterrato nel soggiorno. Non sono pensati come una perfetta replica di un velivolo ben preciso per il simmer più esigente, ma per l’appassionato di Combat Flight Simulator che desidera accendere il computer e pilotare senza eccessive complicazioni. Si tratta di una base solida dove  installare monitor, joystick, throttle e pedali con le quali manovrare mentre ci si sente avvolti in un cockpit verosimile con sedile, ordinate, correntini e i piccoli trasparenti del parabrezza.

Maggiori informazioni su http://www.ruotenelvento.it/cockpit.html

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GUIDA AGLI AEROPLANI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE: PROTEZIONE E CORAZZE

Posted in focke wulf 190, grande guerra patriottica, ibn editore, industrial design in war, messerschmitt bf 109, unione sovietica with tags , on 9 settembre 2015 by ruotenelvento

GUIDA AEROPLANI SECONDA GUERRA MONDIALE CORAZZA - AIRCRAFT ARMOUR 01

Ci sono aerei nati per prendersi la rogna di appoggiare i movimenti della fanteria e di levarla, quando serve, dai guai. Se la fanteria sta a terra, come si fa a far sopravvivere l’equipaggio di un velivolo da appoggio tattico che se la deve sbrigare a bassa quota tra il fioccare un po’ mirato e un po’ casuale dei colpi della contraerea? Un sistema è quello di prendere un aereo che già è in produzione, saldare nei punti sensibili un po’ di piastre corazzate, aggiungere un bel parabrezza blindato e il gioco sembrerebbe fatto. Anche il FW 190 F non sfuggì a questa sorte, anche se le sue corazzature ai lati dell’abitacolo, con quei bei punti di saldatura che cominciano a arrugginire, sembrano più consone a un’improvvisata protezione per difendersi dal traffico della Tangenziale che a un’arma decisiva. Altrimenti si progetta ex novo l’aereo intorno a una vasca blindata con funzione strutturale e poi tutto il resto appresso, senza nemmeno tanta tecnologia, dal momento che il resto della fusoliera, insieme alle ali, può essere realizzata in legno con rivestimento di compensato. Questo era l’Ilyushin IL-2, che come apparecchio da appoggio e assalto non ha avuto rivali. Altri aerei ideati espressamente per questo ruolo, come il tetro bimotore Henschel Hs.129, si sono rivelati un fallimento complice la scarsa potenza dei propulsori.

GUIDA AEREI SECONDA GUERRA MONDIALE

Vuoi sapere di più sull’Ilyushin IL-2 e sugli altri velivoli della Seconda Guerra Mondiale? Con un testo semplice e leggero arricchito da inedite tavole schematiche AIRCRAFT FOR BEGINNERS prova a spiegare per quale motivo gli aerei siano progettati, costruiti e utilizzati in una maniera ben precisa. Se il lettore volesse poi vedere dal vero gli aerei esaminati in coda ad ogni capitolo trova le informazioni sugli esemplari in esposizione statica o in condizioni di volo più vicini al nostro Paese. Una guida per chi guarda l’aereo per la prima volta e con curiosità, ma nella quale anche gli appassionati più smaliziati potranno trovare più di un elemento di interesse.

Enrico Azzini – AIRCRAFT FOR BEGINNERS – 25 aerei della II Guerra Mondiale, IBN Editore, p. 114, EURO 13,00

GUIDA AGLI AEROPLANI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE: SPITFIRE, VERSATILITA’ E ALA UNIVERSALE

Posted in battle of britain, guida agli aerei, messerschmitt bf 109, mitsubishi zero, warbird with tags , on 9 settembre 2015 by ruotenelvento

GUIDA AEROPLANI SECONDA GUERRA MONDIALE SUPERMARINE SPITFIRE ALA UNIVERSALE - UNIVERSAL WING 02

Già a sentirne il nome fa impressione, un trionfo della ragione umana nella sua specifica sfumatura aeronautica: “ala universale”. Nulla sembra esserle precluso. Quanti elementi importanti ci riserva il Supermarine Spitfire! Progettato da Sir Reginald Mitchell, deriva dagli idrovolanti, veri e propri purosangue da corsa, che si aggiudicarono il Trofeo Schneider, la più prestigiosa e mondana competizione aviatoria degli anni Venti e Trenta. Il suo propulsore dal nome di mago – Merlin, Merlino – ha frequentato i musi e le gondole un po’ di tutti, dall’Avro Lancaster al Mustang, dal Buchon al Fiat G.59. Infine – uhhhh – quell’ala ellittica che permette a qualsiasi sprovveduto di affermare: sì, è uno Spit (e magari è un’Heinkel 112…). Il successo di una macchina è un gomitolo di elementi e tra questi è fondamentale la razionalità costruttiva. Il fatto che si parli di un”ala universale” già la dice lunga sull’attenzione che i progettisti ponevano su un corretto percorso di adattabilità e sviluppo. Il progresso nel combattimento aereo si esprime con il concetto che si è sempre in corsa e che quello che va bene oggi domani, in un modo o nell’altro, sarà già stato superato dall’avversario. Durante la Prima Guerra Mondiale il primo fucile da caccia portato a bordo sembrò un eccezionale miglioramento rispetto a una specie di ancorotto che sarebbe dovuto servire a squarciare le ali dell’avversario. Se nel 1939 una batteria di 8 mitragliatrici leggere da 7,7 mm sembrava costituire un’arma micidiale, sull’aereo contro il quale ci si sarebbe scontrati solo un anno dopo, e sul quale è stato installato un motore più potente per renderlo più veloce e una blindatura aggiuntiva, non avrebbe ottenuto alcun effetto. A causa del crescere della velocità la finestra in cui il bersaglio compare nel mirino si è ristretta e dovrò concentrare più colpi letali nell’unità di tempo su una struttura più solida, oppure sarò costretto, con tutti i rischi che ne conseguono, a effettuare più passaggi. Non esiste altro caccia della Seconda Guerra Mondiale che ha conosciuto più versioni di produzione dello Spitfire. È stato caccia, intercettore, cacciabombardiere, caccia-ricognitore fotografico. Ha operato da basi a terra o imbarcato sul portaerei. Ha svolto tutte queste missioni ad ogni quota possibile e ciò ogni volta ha comportato modifiche più o meno radicali all’aerodinamica e al motore. Il nostro Proteo nacque ovviamente con l’ala tipo A, in grado di ospitare l’armamento ritenuto sufficiente prima della Battaglia d’Inghilterra dell’agosto ’40, cioè le già citate 8 mitragliatrici da 7,7 mm. Ma nell’epico scontro tra la Royal Air Force e la Luftwaffe ci si rese conto che il tempo delle mitragliatrici era finito. Il Bf.109 E già era dotato di un paio di cannoni da 20 mm, che invece di piccole palle piene sparava grosse granate cave piene di esplosivo, e lo Spitfire passò all’Ala B. Su questa le due Browning interne venivano sostituite da due Hispano da 20 mm. Inoltre il rivestimento degli alettoni, quelle superfici mobili che servono a virare, passò dalla tela, che tendeva a deformarsi sotto sforzo, al più solido metallo delle leghe leggere per manovre più rapide e incisive. Il gradino successivo fu l’ala universale, cioè la tipo C. Le ore di manodopera per costruirla erano diminuite e permetteva di ospitare una vasta gamma di armi. La configurazione più potente portava 4 cannoni e 4 mitragliatrici da 7,7 mm, ma la più diffusa fu quella con 2 Hispano da 20 mm e 4 mitragliatrici. Su alcune versioni a lunga autonomia poteva essere dotata di serbatoi aggiuntivi che si estendevano su tutto il bordo d’entrata, mentre per missioni da cacciabombardiere potevano essere appese due bombe di piccolo calibro (113 kg).

GUIDA AEREI SECONDA GUERRA MONDIALE

Vuoi sapere di più sullo Spitfire e sugli altri velivoli della Seconda Guerra Mondiale? Con un testo semplice e leggero arricchito da inedite tavole schematiche AIRCRAFT FOR BEGINNERS prova a spiegare per quale motivo gli aerei siano progettati, costruiti e utilizzati in una maniera ben precisa. Se il lettore volesse poi vedere dal vero gli aerei esaminati in coda ad ogni capitolo trova le informazioni sugli esemplari in esposizione statica o in condizioni di volo più vicini al nostro Paese. Una guida per chi guarda l’aereo per la prima volta e con curiosità, ma nella quale anche gli appassionati più smaliziati potranno trovare più di un elemento di interesse.

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SUPERMARINE SPITFIRE HOME COCKPIT – SPECIAL SALE – OFFERTA SPECIALE

Posted in flight simulator, home cockpit, simulatori di volo, warbird with tags , on 17 agosto 2015 by ruotenelvento

Special sale for a Kurtz Airadelics Royal Air Force Supermarine Spitfire (or Hawker Hurricane) home cockpit. Kurtz Airadelics’ aim is to build cockpits which are at the same time reasonable cockpit platforms, strong and easy to manage, and objects giving you the impression that a real airplane is just landed in your living-room. Cockpits are not supposed to be the perfect replica of a particular aircraft for the demanding simmer: they are built for all the  lovers of Combat Flight Simulator who want to switch on their PC and pilot without too many complications. A Kurtz Airadelics’ cockpit is a firm support on which you can set up your monitor, your joystick, your throttle and your rudder pedals. You can play sitting inside a likely cabin equipped with bulkheads, formers, a seat and a windscreen formed by little transparent panels.

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Offerta speciale per un home cockpit di un Supermarine Spitfire della Royal Air Force. L’obiettivo di Kurtz Airadelics è quello di realizzare degli abitacoli che siano al tempo stesso una piattaforma per simulatori di volo economica, robusta e facile da gestire e un oggetto che dia immediatamente l’idea di un vero aeroplano appena atterrato nel soggiorno. Non sono pensati come una perfetta replica di un velivolo ben preciso per il simmer più esigente, ma per l’appassionato di Combat Flight Simulator che desidera accendere il computer e pilotare senza eccessive complicazioni. Si tratta di una base solida dove  installare monitor, joystick, throttle e pedali con le quali manovrare mentre ci si sente avvolti in un cockpit verosimile con sedile, ordinate, correntini e i piccoli trasparenti del parabrezza.

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AMELIA EARHART – FELICE DI VOLARE

Posted in aviatrici famose, aviazione e letteratura, chuck yaeger, phoebe omlie, pitcairn PCA-2, powder puff derby, the right stuff with tags on 8 maggio 2015 by ruotenelvento

AMELIA EARHART FELICE DI VOLARE

Nell’edizione italiana in copertina la Earhart è nell’abitacolo di uno Stearman Hammond Y, un bitrave di coda nato dal concorso patrocinato nel ’34 dal Bureau of Air Commerce per un aereo sicuro ed economico (sui 700 $). Indirettamente l’aviatrice americana compare anche in Peanuts, quando Piperita Patty e Marcie prendono il via con un… ehmmm… Sopwith Camel… in quello che la stampa avevano soprannominato Derby Piumino da Cipria: la Earhart era stata una delle protagoniste della prima edizione del ’29.

Esuberante e terribilmente curiosa, Amelia Earhart trascorre i primi anni del Novecento incerta sul futuro. Lavora, conforta i reduci della Grande Guerra e frequenta corsi a ispirazione: da quello di fotografia a quelli di medicina e di fisica all’Università, da quello di mimo (che le sarà utile nel lavoro di assistente sociale) a quello ovviamente di volo. Non erano anni facili per essere aviatore, tra immaturità dei materiali e linee di binari come unico riferimento in navigazione, figuriamoci per essere aviatrice. Earhart ce la fa, felice, sorridente e divertita – il titolo originale è The fun of it – e poi esplode col primo volo transatlantico di una donna, anche se solo da passeggera: era già brevettata, ma non aveva punto esperienza di volo strumentale. Comincia da qui il suo ingresso nell’aviazione, senza preclusioni, su tutto l’orizzonte. Promuove le ancora esitanti linee commerciali, soprattutto per trovare il modo per rendere familiare un mezzo completamente nuovo, visto con diffidenza, prima con la Transcontinental Air Transport e poi con il coinvolgimento personale nella New York – Philadelphia – Washington Airway. Questo intento didattico-rassicurante attraversa sia l’intera autobiografia, completata nel 1932, al ritorno dall’Atlantico in solitaria, che la rubrica su Cosmopolitan, un angolo della posta che non mancava di incoraggiare a seguire la passione per il volo. Un elemento estremamente interessante è che Amelia si dedicò con particolare impegno all’ala rotante – quella fruibile all’inizio degli anni Trenta, certo – pilotando per gli Stati Uniti un Pitcairn PCA-2. Oggi il settore degli autogiro riguarda solo gli ultraleggeri, ma il velivolo aveva la fusoliera di un aereo dalle dimensioni di uno Stearman, mosso da un Wright a 9 cilindri da 330 cavalli; come configurazione era ancora piuttosto freak, tanto da venire impiegato soprattutto come mezzo pubblicitario (quello della Earhart era sponsorizzato da un Marchio di burro di noccioline, cicche da masticare e altre sane delicatezze USA). L’autobiografia ripercorre infine a ritroso la storia di pioniere ed aeronaute – quelle del più leggero dell’aria – ma sempre con un occhio attento all’abbigliamento. Certe tipe come Pancho Barnes (quella dell’Happy Bottom Riding Club frequentato da Yaeger e gli altri con la stoffa giusta) o Phoebe Omlie, recordwoman d’altitudine e consigliera del Presidente; da Elinor Smith, che scatenò un bel po’ di casino passando sotto i ponti di New York ad un buon numero di wingwalker, paracadutiste, collaudatrici ed istruttrici, senza dimenticare quelle che dietro le quinte permisero all’aeronautica di svilupparsi in tutta la sua grandezza.

Amelia Earhart (traduzione di Michela Pezzarini), FELICE DI VOLARE, Elliot, Roma 2015 – Euro 17,50

Enrico Azzini per AVIODADA

IL TENENTE PILOTA ENRICO GADDA E L’IDENTIFICAZIONE DEGLI AEREI DELLA GRANDE GUERRA

Posted in 35 squadriglia, 83 squadriglia, aviazione prima guerra mondiale, carlo emilio gadda, enrico gadda, GAVS, grande guerra, guida agli aerei, pilota prima guerra mondiale, savoia pomilio, SIA SP3 with tags on 27 aprile 2015 by ruotenelvento

RICONOSCERE AEREI PRIMA GUERRA MONDIALE

Sul trimestrale del Gruppo Amici Velivoli Storici ALI ANTICHE n. 107 i lettori – che sono poi gli abbonati a questa rivista ricca di informazioni su storia e restauri, se ancora non lo siete potete cominciare da qui – possono trovare un estratto de Il tenente pilota Enrico Gadda – Breve vita del Gadda bello, spensierato e aviatore, la biografia degli ultimi anni del fratello del più straordinario scrittore del Novecento. Oltre ad alcune foto particolarmente interessanti per lo storico dell’aviazione – come per esempio un simulacro di Lewis riprodotto in maniera eccezionalmente fedele – Enrico Azzini introduce alcune note metodologiche utili per le ricerche aeronautiche e per l’identificazione dei velivoli da foto che non riproducono interamente l’apparecchio. Da segnalare inoltre che alcune interessanti lettere che risalgono al periodo dei voli con la 35a e con la 83a Squadriglia e che per motivi editoriali Enrico Azzini non aveva potuto inserire nella biografia del pilota lombardo hanno recentemente trovato spazio in un volume edito da Stimmgraf, Il Gadda padri, madri, zie e una E. di Arnaldo Liberati, custode della parte più consistente del materiale conservato da Carlo Emilio Gadda.